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di Carlotta Rocci

La Repubblica, 5 maggio 2022

Cinieri era in carcere da agosto dell’anno scorso. Le sue condizioni di salute sono peggiorate rapidamente; costretto a spostarsi su una sedia a rotelle, con difficoltà a esprimersi e mangiare. Maximiliano Cinieri ha ottenuto i domiciliari. Questa mattina la corte d’appello di Torino ha accolto la richiesta del suo difensore Andrea Furlanetto che si era rivolto alla corte per ottenere il regime domiciliare per il suo assistito affetto da una grave forma di Sla.

“Le condizioni di salute di Cinieri sono da ritenersi incompatibili con la detenzione in carcere - scrivono i giudici della corte d’appello di Torino nell’ordinanza di sostituzione della misura cautelare - deve essere accolta la richiesta di sostituzione della misura cautelare in atto con gli arresti domiciliari a casa”.

Cinieri è tornato a casa questa mattina, “finalmente papà è a casa, se abbiamo ottenuto di riaverlo è merito anche degli articoli che sono usciti”, dice la figlia Valeria che si è battuta insieme al difensore del padre perché l’uomo potesse ottenere i domiciliari. “La sua malattia è una sentenza- spiegava la figlia - Ogni giorno che passa in carcere è un giorno lontano da noi”.

Cinieri era in carcere da agosto dell’anno scorso. All’epoca non sapeva ancora di avere la sla, una forma grave, che si aggiunge ad altre patologie, aveva ricevuto la diagnosi a dicembre quando era già detenuto al Cantiello e Gaeta di Alessandria. Le sue condizioni erano peggiorate rapidamente, l’uomo nelle ultime settimane era costretto a spostarsi su una sedia a rotelle, aveva difficoltà a esprimersi e mangiare. Il suo difensore aveva presentato 12 diverse istante per chiedere che l’uomo fosse messo ai domiciliari, presentato le perizie di quattro diversi medici, compreso quello del carcere che avevano dichiarato l’uomo gravemente invalido. Il giudici di Asti e il primo tribunale del riesame, però, avevano sempre confermato il carcere per l’uomo, accusato di estorsione e usura.