di Adelia Pantano
La Stampa, 8 gennaio 2025
Il nono Dossier sullo stato di salute dei penitenziari piemontesi tratteggia le criticità dei due storici istituti di reclusione di Alessandria. Il 2024 è stato l’ennesimo anno chiuso in emergenza per le due carceri di Alessandria. Tra sovraffollamento, criticità strutturali, sporcizia, carenza di personale, la casa di reclusione di San Michele e la casa circondariale del Don Soria sono sempre più in affanno. A dirlo è il 9° Dossier sulle carceri piemontesi commissionato dal Consiglio regionale, che ha posto l’attenzione anche sulle strutture alessandrine.
San Michele sovraffollato - Il San Michele ha chiuso l’anno con 372 detenuti, un numero nettamente superiore ai posti disponibili che sono 256. Ancora una volta viene messo in evidenza l’abbandono degli spazi dedicati al progetto “Agorà”, realizzato insieme all’Upo, che stenta a decollare. “Gli spazi sono luminosi e ampi ma se non pienamente sfruttati per le varie attività rischiano di rappresentare il fallimento di un progetto ambizioso” è scritto nel dossier voluto dal Garante regionale dei detenuti Bruno Mellano, con la collaborazione dei diversi garanti locali. Sempre per San Michele è stato sottolineato come l’edificio risulti freddo in tutte le sue zone, con la mancanza di acqua calda nei bagni delle celle. In un’intera porzione della sezione di isolamento sono state riscontrate diverse criticità strutturali: infissi rotti, tubature con ingenti perdite d’acqua, muffe alle pareti, infiltrazioni, sanitari danneggiati.
È inagibile anche il campo da calcio all’interno del padiglione dei collaboratori di giustizia e per il quale la Garante per i detenuti di Alessandria, Alice Bonivardo, chiede la bonifica e il ripristino. “È un’area che non necessita di grandi interventi, ma è chiusa e questo non permette a chi è già in una sezione dedicata di poter avere uno sfogo esterno” spiega.
Un capitolo a parte è dedicato alla casa circondariale Don Soria, in pieno centro città. In questa struttura, a fronte dei 233 posti disponibili, sono presenti 205 detenuti con intere aree dell’edificio che, però, sono inutilizzate e inagibili. In particolare la sezione “4B”, dopo un incendio nel marzo scorso con diverse persone rimaste intossicate, è ancora chiusa in attesa di essere bonificata. Molti locali e sotterranei sono inagibili a causa di grosse quantità di detriti e rifiuti accatastati. “Le generali condizioni di degrado - si legge nel dossier - richiedono interventi di tinteggiatura delle camere e delle docce. Così come l’umidità e la condensa hanno danneggiato gli infissi rendendoli pericolosi”. La sezione dedicata ai detenuti “articolo 21” (ossia coloro che hanno la possibilità di lavorare all’esterno) ospita poche persone ed è perlopiù occupata da detenuti in attesa di essere ricollocati. Sempre al Don Soria manca una sala colloqui adatta ai minori.
La posizione del Garante - “Sono tante le difficoltà dei due istituti ma siamo anche consapevoli dell’importante ruolo che Alessandria riveste nell’amministrazione penitenziaria piemontese” sottolinea il garante regionale Bruno Mellano. Che si sofferma in particolare sul Don Soria. “Questo edificio, adeguatamente ristrutturato, potrebbe avere un ruolo chiave perché è un carcere in città: permetterebbe a tante persone di essere ammesse al lavoro esterno”.










