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di Franco Stefanoni

Corriere della Sera, 1 settembre 2024

“Caso politico. Nelle celle situazioni raccapriccianti”. L’europarlamentare di Avs visita il penitenziario di San Michele ad Alessandria. Spera, pompiere siciliano, è accusato di aver buttato molotov contro la Leonardo a Palermo. Ilaria Salis ha visitato ieri il carcere di San Michele di Alessandria, dove ha incontrato Luigi Spera, pompiere siciliano accusato di terrorismo con l’accusa di aver partecipato la notte del 26 novembre 2022 a Palermo insieme ad altre sei persone a un attacco alla sede della Leonardo, azienda partecipata dallo Stato e produttrice, tra l’altro, di armi. “Un compagno di Palermo al centro di un vero e proprio caso politico, su cui occorre fare convergere le nostre energie solidali”, ha detto l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs).

Secondo l’accusa, Luigi Spera, 42 anni, quella notte avrebbe contribuito a creare un incendio con lancio di bottiglie molotov, e successivamente divulgato un comunicato per rivendicare le ragioni del fatto. Da qui la contestazione di terrorismo e istigazione a delinquere, quindi la reclusione in regime di “alta sicurezza”. Dal carcere ha scritto lettere per denunciare le condizioni “inumane” di vita interne, suicidi, sovraffollamento, oltre che per sostenere “l’abolizione del carcere e dello Stato capitalista”. Avs ha più volte solidarizzato con lui contro il trattamento in corso e partecipato a manifestazioni in suo appoggio.

Ieri, all’uscita dal carcere, Salis ha poi descritto la situazione vista all’interno della struttura, pubblicando un video su Instagram. “In questa casa di reclusione sono presenti 367 detenuti a fronte di una capienza di 287 persone. Visitando le sezioni comuni, oltre all’autolesionismo che è praticamente una pratica quotidiana purtroppo, i problemi principali che ho riscontrato sono in primo luogo la difficoltà ad accedere alle cure mediche dovuta a un perenne sotto organico del personale sanitario”.

L’europarlamentare inoltre ha sottolineato che al San Michele e nell’altro carcere di Alessandria, il Cantiello e Gaeta, sono “presenti in totale sette educatori che si devono dividere appunto tra i due istituti”. “Infine in questo carcere sono detenute 133 persone che hanno fine pena sotto i tre anni. Ricordiamo quindi che per legge la maggior parte di loro avrebbe diritto ad accedere alle misure alternative, cosa che di fatto non avviene”, ha detto ancora Salis, “la situazione più critica l’ho riscontrata nelle sezioni Isolamento e dove sono detenute le persone in articolo 32. Qui ho trovato una situazione a dir poco raccapricciante in cui le persone sono praticamente abbandonate a se stesse perché non possono prendere parte a nessun tipo di attività. E in queste sezioni c’è l’immondizia abbandonata nei corridoi e anche nelle docce”.

La visita dell’europarlamentare è stata commentata dal segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp, Leo Beneduci. “Devo dire con piacere che viene constatato da più parti che c’è una situazione disastrosa nelle carceri, che c’è uno stato di abbandono, di immondizia, di sporcizia, mancanza di personale, sanità inesistente cose che noi denunciamo da tempo”, afferma il sindacalista. “Unico problema”, aggiunge Beneduci, “è che va anche notato che non si dice nulla sulle condizioni disastrose del personale di polizia penitenziaria. Manca personale dell’area educativa, dell’area sanitaria, mancano servizi. Ma il personale di polizia penitenziaria che è quello su cui grava la gestione, disastrosa fino a oggi per colpa delle autorità delle carceri, vive condizioni di disagio, di stress e di rischio sproporzionato rispetto a quello che la legge gli chiede di fare e nonostante tutto continuano ad assolvere ai loro doveri. I politici e i parlamentari che vengono in carcere, ben vengano, tengano conto anche di questo”.