di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 25 giugno 2021
La "Commedia" del Sommo Poeta come allegoria della vita carceraria, un viaggio nelle fiamme dell'Inferno con il peso della propria pena da cui, se non ti penti, rimarrai inchiodato per sempre. Ma se ritorni in te stesso, aiutato dall'incontro con educatori, agenti, magistrati, garanti, cappellani, volontari puoi salire al Purgatorio e perché no, anche in Paradiso.
È assolutamente da visitare la mostra "Nel mezzo del cammin di nostra vita..." allestita dal 21 giugno al 12 luglio nelle vetrine dell'Urp del Consiglio regionale del Piemonte di via Arsenale 14/G, a Torino, perché tutti possiamo trovare nei quadri in esposizione un pezzo delle nostre reclusioni interiori anche se siamo "liberi". Ispirata alle illustrazioni dell'incisore francese Gustave Dorè per la "Divina Commedia" nell'Ottocento, l'esposizione è realizzata dai detenuti della Casa di reclusione San Michele di Alessandria e promossa dall'Assemblea regionale su proposta del garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà del Piemonte.
"Nel 700° anniversario della morte di Dante" spiega il garante Bruno Mellano "è particolarmente significativo che siano le persone recluse a immedesimarsi nei personaggi dei gironi danteschi e a utilizzare la chiave della cultura 'alta' per parlare delle miserie umane, proprie di chi vive recluso nelle patrie galere, per raccontarsi e riaffermare la propria dignità personale attraverso disegni, incisioni e stampe xilografi che. Sono loro i dannati che diventano i protagonisti della 'Commedia' raccontandosi anche con ironia e riflettendo sul loro vissuto".
Un lavoro d'eccezione in sedici pannelli, frutto dell'impegno congiunto dei volontari dell'Associazione "Ics ets" di Alessandria nell'ambito del progetto "Artiviamoci" e dei volontari dell'Associazione "Passo dopo passo". I volontari della Onlus Ics, 60 professionisti in pensione coordinati dal presidente Piero Sacchi, architetto e scenografo che dal 2010 si dedica alla formazione dei reclusi, "creando un ponte tra apprendisti liberi e ristretti" e realizzando con gli altri volontari, (architetti, docenti, pittori ecc.) opere che sono state esposte ad Alessandria, ad esempio nell'ospedale, nell'intento di creare un legame fra la cittadinanza e il mondo penitenziario.
"Un gruppo con professionalità artistiche che ha messo a disposizione un volontariato di qualità che contribuisce a portare all'interno del grigiore del carcere la bellezza" prosegue Mellano "e mettendo in pratica attraverso l'arte l'articolo 27 della nostra Costituzione che recita 'che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato'".
E così ecco Caronte che traghetta i condannati nelle sezioni, o Virgilio che si ferma a colloquio con i detenuti, o la Selva oscura dove si ritrovano i reclusi quando "nel mezzo del cammin di nostra vita" inciampi e vieni separato dai tuoi cari e dalla visione del cielo che puoi solo immaginare dalle sbarre di una cella. Gli scatti dei pannelli sono dei fotografi Monica Dorato, Bruno Appiani e Valter Ravera: giovedì 24 giugno alle 11, in piazza San Carlo, in occasione della festa patronale di san Giovanni a Torino, l'iniziativa viene presentata nello Spazio Incontri di "Portici di carta": con Bruno Mellano intervengono il provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria Pierpaolo D'Andria, la garante dei detenuti di Alessandria Alice Bonivardo e gli animatori di "Artiviamoci".











