alessandriaoggi.info, 13 marzo 2020
La procura di Alessandria ha aperto un'inchiesta per le rivolte avvenute nel carcere di San Michele lo scorso fine settimana. Non un fascicolo contro ignoti come in altre città d'Italia dove, analogamente, ci sono stati tafferugli violenti tra domenica e lunedì.
Il procuratore Enrico Cieri, infatti, ha fatto sapere che sono state identificate le persone che si ritiene abbiano dato il via alla rivolta. "Stiamo aspettando gli atti dal carcere per individuare le ipotesi di reato. I nomi nel registro degli indagati potrebbero essere tra i venti e i trenta" ha riferito Cieri.
I fatti sono avvenuti domenica sera: intorno alle sei i Vigili del Fuoco di Alessandria erano accorsi per un incendio che si era sviluppato in due piani dell'istituto penitenziario di San Michele, frutto della protesta da parte dei detenuti per le nuove disposizioni legate al coronavirus.
La protesta aveva provocato ingenti danni in due sezioni. Sul posto erano arrivate anche diverse ambulanze. L'incendio era stato poi spento intorno alle otto. Un episodio, quello di domenica, nato sull'onda del subbuglio che aveva interessato ben 27 carceri in tutta Italia, da Nord a Sud, con i detenuti che protestavano per lo stop alle visite dei familiari, misura prevista contro diffusione Covid-19.
Già sabato il carcere di San Michele era stato interessato da disordini e tensioni così come il "Don Soria" di Alessandria, con alcuni detenuti che avevano dato fuoco alle lenzuola e alle coperte per protestare contro la sospensione dei colloqui, provvedimento deciso a fronte dell'emergenza coronavirus, mitigato dall'aumento della possibilità di effettuare telefonate ai propri cari e parenti.
Come detto, sabato mattina la protesta aveva riguardato il carcere di San Michele. Tre agenti della Polizia Penitenziaria erano intervenuti per riportare la calma ed erano rimasti feriti. Uno aveva riportato la frattura di un braccio. In serata la stessa cosa era avvenuta anche nel carcere Cantiello e Gaeta di Alessandria, in piazza Don Soria.
Anche in questo caso erano stati appiccati degli incendi dai detenuti usando coperte e lenzuola. Ad Alessandria è stata, inoltre, aperta un'altra inchiesta in collegamento con la procura di Modena, per la morte di un trentunenne che, dal penitenziario emiliano, devastato domenica, era stato assegnato al San Michele. Sceso dal bus, il giovane era deceduto, pare, per overdose da psicofarmaci sottratti dall'infermeria modenese.










