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di Adelia Pantano

La Stampa, 23 settembre 2026

L’estate è passata e la struttura non è ancora pronta: i tempi sono destinati a slittare di qualche mese. È passato più o meno un anno da quando sono cominciate a circolare le prime voci sulla trasformazione del carcere di San Michele in una struttura destinata a ospitare detenuti sottoposti al 41 bis, il cosiddetto “carcere duro”, applicato in prevalenza a condannati per criminalità organizzata o terrorismo. Un cambiamento già visibile dall’esterno, con la comparsa delle nuove grate alle finestre. Poco dopo si era parlato di febbraio come possibile data per l’arrivo dei primi detenuti. Poi, a fine marzo, era stato Mario Antonio Galati (provveditore dell’Amministrazione penitenziaria di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) ad annunciare che “l’attivazione è ormai imminente e dovrebbe completarsi entro l’estate”. L’estate, però, è passata e San Michele non è ancora pronto. I tempi sono destinati a slittare di qualche mese, senza una nuova data. Alessandria sarà uno dei sette “hub” nazionali per i detenuti al 41 bis, con una capienza prevista di circa duecento persone.

Il progetto rientra nel piano del Governo per concentrare questa popolazione detenuta in strutture dedicate. I primi trasferimenti sono già avvenuti in Sardegna: a inizio settembre circa un centinaio di detenuti sono arrivati nella nuova sezione del carcere di Uta, vicino a Cagliari. Al San Michele sono invece ancora in corso gli interventi di adeguamento e ristrutturazione. La trasformazione richiede standard di sicurezza e soluzioni strutturali più specifiche rispetto a una sezione ordinaria e, durante le verifiche, sarebbero emerse lavorazioni da rivedere, con conseguenze sui tempi. Resta aperto anche il capitolo delle attività che per anni hanno caratterizzato il San Michele: pasticceria, panificazione, cucina gestita dai detenuti, orti, luppoleto per la produzione della birra e coltivazione della lavanda. La Camera Penale le ha definite un “fiore all’occhiello” dell’istituto. Proprio i penalisti alessandrini, nell’ambito di “Ristretti in agosto”, avevano chiesto di visitare anche il carcere di San Michele, ma il Dap ha rigettato la richiesta, spiegando che “sono in corso interventi di adeguamento strutturale e funzionale e non sono presenti detenuti”.