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di Paola D’Amico

Corriere della Sera, 29 agosto 2022

Le piante di luppolo sono cresciute fino a 8 metri di altezza lungo tutto il perimetro dell’istituto di pena San Michele. Saranno prodotti 9mila litri di birra. La coop dà lavoro a detenuti dentro e fuori dal cercere.

Si festeggia con una cena sotto le stelle il successo del luppoleto “Fuga di sapori” nel carcere San Michele di Alessandria. Due anni fa la coop sociale Idee in Fuga ha pensato di creare all’interno delle mura dell’istituto di pena una coltura che potesse crescere e dare “buoni frutti” per alimentare un settore in forte espansione, quello brassicolo italiano per birre artigianali di qualità, ma soprattutto creare lavoro per i detenuti. L’obiettivo è stato centrato. L’11 settembre lungo i filari del luppoleto Galeotto si terrà una cena di beneficenza. “Siamo partiti grazie ad un crowdfunding co-finanziato da più di 100 donatori e da Fondazione Crt e dopo un anno e mezzo, grazie al supporto di Hopera di Luca Bonelli, abbiamo creato l’impianto e piantato 300 piantine di luppolo che vengono quotidianamente curate da Mustafa, Jerry e Nunzio. Nel giro di pochi mesi sono cresciute fino a raggiungere gli 8 metri di altezza creando corridoi verdi lungo il campo perimetrale del carcere di San Michele e ben visibile ai passanti”, racconta Carmine Falanga presidente della coop sociale.

Lavoro fuori dal carcere - Il luppoleto raccolto sarà inviato a un micro birrificio in provincia di Cuneo, che ha sposato il progetto di Idee in fuga. Ma l’obiettivo dei giovani titolari è più avanti aprire un birrificio in carcere. Obiettivo: una produzione di 9mila litri quest’anno. Con la coop sociale oggi lavorano 11 detenuti coordinati da tre ragazzi esterni. Ma Idee in fuga ha dato vita anche a un apiario, due negozi e una falegnameria ad Alessandria che sono gestiti da detenuti e ex detenuti, in totale altre 14 persone. “Siamo nati 5 anni fa - aggiunge Falanga -e dal primo giorno ci è stato chiaro che la vera sfida non è dare lavoro all’interno del carcere, dove ci sono tante coop, ma soprattutto fuori. Quando si esce dall’ ambiente ristretto ma anche protetto, le persone si trovano spesso senza un lavoro. Grazie alla coop ho avvicinato molte aziende e c’è chi ha iniziato ad assumerli. Un esempio arriva dal nostro produttore di crema spalmabile. Questa è la vera sfida”.

La festa prima del raccolto - Prima del raccolto, era tassativa una cena sotto le stelle e con un particolare tocco green. “Il nostro obiettivo è far conoscere attraverso i nostri progetti e iniziative il buono che viene da dentro e essere da esempio ad altre realtà che potrebbero aprirsi al mondo del carcere”, spiega Falanga. Il progetto Fuga di Sapori nasce con l’intento di creare lavoro dentro e fuori le mura, “unico strumento - continua -per ridurre la recidiva e dare dignità a chi ha pagato una pena e vuole rifarsi una vita”. Il menu della cena spazierà da un fresco aperitivo di benvenuto, passando a diversi antipasti con i prodotti Fuga di Sapori, a una portata principale a sorpresa e dulcis in fundo una vera e propria anteprima: il panettone “Il Maskalzone” con una nuova ricetta per il Natale 2022 abbinato alla Brigantella e piccola pasticceria.

Il vino rosso del Carcere di Alba. Il direttore degli Istituti di Pena di Alessandria, la dottoressa Elena Lombardi Vallauri, spiega: “È sempre importante per l’istituzione penitenziaria potersi rendere conoscibile e trasmettere alla comunità anche la propria - normalità -: sebbene il carcere sia, infatti, un posto assolutamente diverso da tutto ciò che le persone libere conoscono, il tentativo di rendere parte della vita reclusa “normale” è quanto di più prezioso sia affidato come compito agli operatori.

Il lavoro, l’impegno per raggiungere un risultato tangibile e visibile, la realizzazione delle proprie competenze ed abilità, possedute precedentemente o acquisite durante l’esecuzione della pena, sono elementi imprescindibili di qualsiasi percorso di ritorno alla vita libera ed alla serena esistenza di cittadino libero che ha concluso il proprio percorso con la giustizia dello Stato”.