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di Irene Soave


Corriere della Sera, 4 maggio 2020

 

Il giornalista ha filmato e documentato manifestazioni: un reato che gli può costare fino a 10 anni. Le Ong: in Algeria i regimi usano il Covid-19 come museruola per la stampa. Giornalisti da tutto il mondo - dall'Italia finora sono 5, su 29 video raccolti da Amnesty International nella giornata mondiale della libertà di stampa - stanno girando appelli video per la liberazione del collega algerino Khaled Drareni, molto celebre in patria e agli arresti da marzo. Il giornalista, corrispondente per il canale francese Tv5 Monde e fondatore del portale di informazione indipendente Casbah Tribune, è stato arrestato il 7 marzo, poi rilasciato e nuovamente arrestato per avere seguito, come di consueto, una manifestazione del movimento antisistema Hirak, che da febbraio 2019 protesta contro la corruzione del governo.

Le accuse, di "incitamento a manifestazione non armata" e "danno all'integrità territoriale della nazione", potrebbero costargli una condanna a 10 anni. Inizialmente incarcerato ad Algeri, è stato da poco tradotto nel carcere di Kolea, nella regione settentrionale di Tipaza, dove peraltro si è acceso un focolaio di Covid-19.

Da molto tempo Amnesty International denuncia le limitazioni alla stampa indipendente in corso in Algeria, dove da gennaio, dopo le dimissioni del ventennale presidente Abdelaziz Bouteflika lo scorso anno e un governo provvisorio, il nuovo capo di stato è Abdelmadjid Tebboune, e il capo del governo Abdelaziz Djerad. Il movimento Hirak era nato proprio a febbraio 2019, chiedendo le dimissioni di Bouteflika e che non si ripresentasse per un quinto mandato: ogni martedì e venerdì studenti e militanti scendevano in strada a manifestare.

Cacciato Bouteflika, il movimento ha seguitato a protestare comunque, contro la corruzione del regime; Drareni è stato tra i giornalisti più attivi nel dare voce alla protesta, che si è fermata solo quest'anno quando, il 17 marzo, il governo ha vietato ogni assembramento o corteo a causa del coronavirus. Pochi giorni dopo, l'arresto preventivo di Drareni, che in Algeria è anche il rappresentante nazionale di Reporters sans Frontieres. Diverse Ong, oltre a Rsf e a Amnesty, si sono mobilitate dopo il suo arresto.

"Il regime usa il Covid-19 per mettere la museruola al giornalismo indipendente", recita un comunicato di Rsf. E un'altra figura chiave del movimento Hirak, Karim Tabbou, è stato condannato in questi giorni a un anno di prigione; altri due militanti sono stati arrestati all'ultima manifestazione di Hirak, il 7 marzo, e sono detenuti ad Algeri, e una giornalista, Sofiane Merakchi, corrispondente di una tv libanese, è in carcerazione preventiva da settembre per avere fornito immagini delle manifestazioni a Al-Jazeera. Infine, il giornalista Belkacem Djir è in carcere "per motivi sconosciuti", riporta Rsf.