di Danilo Ceccarelli
La Stampa, 13 novembre 2025
Era stato condannato a 5 anni di carcere perché ritenuto “minaccia all’unità nazionale”. Arriva al termine di un calvario durato un anno la liberazione dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal, uscito dalle carceri del suo Paese natale dopo la grazia accordatagli dal presidente Abdelmadjid Tebboune. Cruciale la mediazione della Germania, con il capo dello Stato tedesco Frank-Walter Steinmeir che proprio lunedì aveva lanciato un appello alla scarcerazione dell’intellettuale 81enne, in prigione nonostante un cancro alla prostata per scontare una condanna per “minaccia all’unità nazionale”. Una richiesta alla quale Tebboune “ha risposto favorevolmente”, ha fatto sapere la presidenza algerina, che dando la notizia ha sottolineato come siano stati i tedeschi ad occuparsi “del trasferimento e delle cure” di Sansal, arrivato in Germania ieri sera.
Un intervento, quello di Berlino, utile a risolvere un caso dalle tinte politiche e diplomatiche, consumatosi sullo sfondo delle tensioni tra Parigi e Algeri riemerse dopo il riconoscimento francese della sovranità marocchina sul Sahara occidentale. La mossa arrivata nell’estate del 2024 non era piaciuta allo storico rivale di Rabat, da anni schierato al fianco del Fronte Polisario, movimento indipendentista della tanto contesa area. Frizioni delle quali Sansal, che ha ottenuto la nazionalità francese nel 2024, era diventato il simbolo, grazie soprattutto al suo profilo.
Autore dissidente, ateo dichiarato e forte critico del regime algerino e dell’Islam, duramente attaccati in molti suoi romanzi come Il giuramento dei barbari o Il villaggio del tedesco. Posizioni che dall’altro lato della Alpi lo hanno reso molto amato anche dagli ambienti della destra radicale. Tra questi, quello del media Frontières, al quale l’autore nell’ottobre del 2024 affermò che l’Algeria ha ereditato dalla colonizzazione francese alcune regioni come quelle di Orano e Mascara, appartenenti secondo lui al Marocco.
La provocazione di troppo. Il 16 del mese successivo lo scrittore viene arrestato non appena atterra ad Algeri e nel marzo di quest’anno viene condannato a cinque anni di carcere, confermati a luglio in appello. La mobilitazione del mondo culturale francese e internazionale è immediata, così come quella politica.
Parigi ha messo in campo tutti i suoi strumenti diplomatici, ma alla fine a sbloccare la situazione ci ha pensato la Germania. “Abbiamo lavorato in trasparenza con i nostri amici tedeschi”, ha commentato da Tolosa Emmanuel Macron, dopo aver sentito al telefono Steinmeier, al quale ha espresso la sua “profonda gratitudine”. Il titolare dell’Eliseo ha poi sottolineato che la liberazione è stata “il frutto degli sforzi costanti della Francia e di un metodo fatto di rispetto, di calma e di esigenza”.
Una risposta alle critiche ricevute in questi ultimi mesi dai Repubblicani guidati da Bruno Retailleau, ministro dell’Interno nel precedente governo, che chiedevano il pugno duro nelle trattative con Algeri. A spingere per una maggiore fermezza anche il Rassemblement National di Marine Le Pen, che è riuscita a far adottare una risoluzione non vincolante volta ad abrogare gli accordi franco-algerini del 1968. Macron, invece, preferisce puntare all’allentamento delle tensioni e si dice disponibile ad uno “scambio” con Tebboune “su temi di interesse” comune.
Strategie diplomatiche sulle quali si continuerà a discutere a lungo. Intanto, ieri in Francia si è tirato un sospiro di sollievo per la liberazione dell’autore. “Ero pessimista ma ci ho sempre creduto”, ha confessato all’Afp la figlia Sabeha, mentre il suo editore Antoine Gallimard ha espresso una “immensa gioia”. “Dopo Sansal, possa liberarsi l’Algeria”, ha commentato su X Kamel Daoud, altro scrittore franco-algerino costretto a rifugiarsi in Francia. “Oggi possiamo finalmente esultare per la sua liberazione: la liberazione di un uomo, delle sue idee e parole, voce della libertà di pensiero”, ha fatto sapere il Salone del Libro di Torino, che a maggio ha dedicato una staffetta a sostegno di Sansal, finalmente libero dall’incubo.











