di Onofrio Bruno
Gazzetta del Mezzogiorno, 19 ottobre 2019
La nuova vita per i detenuti comincia con i lavori di innesto e potatura alberi. Concluso il progetto di inclusione sociale nell'istituto di pena cittadino. Corso durato un anno. I risultati saranno resi noti nei prossimi giorni.
Rigenerazione di se stessi per l'inclusione sociale. Attraverso i "buoni frutti". Significati simbolici e aspetti molto concreti per un corso di operatore in attività di innesto e potatura che si è tenuto presso l'Istituto di pena di Altamura in via dell'Uva spina (sezione di Casa di Reclusione a custodia attenuata della Casa Circondariale di Matera).
Il 30 ottobre, alle 10, verranno presentati gli esiti del percorso formativo tenuto dai detenuti. Il progetto denominato "Ri-generazione con i buoni frutti", nell'ambito di un avviso regionale di iniziativa sperimentale di inclusione sociale per persone in esecuzione penale, è stato tenuto dalla "D. Anthea Onlus" in collaborazione con la cooperativa "Said".
Il risultato finale è la creazione di un'area a verde e di un orto botanico, nel perimetro interno dell'istituto di pena. Il corso è durato circa un anno, da ottobre dell'anno scorso, ed ha coinvolto dieci detenuti in 300 ore di formazione teorica in aula, compreso il modulo sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, e 600 di attività tecnico-pratiche e di simulazione lavorativa.
Al termine viene rilasciato un attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale ed europeo, spendibile nel mercato del lavoro. "È stato un percorso di formazione ma soprattutto un percorso ricco di emozioni", sottolineano i coordinatori ed organizzatori.
I partecipanti hanno acquisito nozioni fondamentali di botanica, fisiologia e fitopatologia vegetale, produzione e coltivazione agricola, sicurezza sui luoghi di lavoro. Hanno applicato conoscenze e competenze nelle principali tecniche agricole, nell'innesto, nella potatura. Fino a progettare e realizzare, in una porzione di terreno nella Casa circondariale, uno spazio agricolo dedicato a diverse colture arboree ed un orto biologico.
Hanno, poi, voluto delimitare il tutto, con la costruzione di un lungo muretto a secco, di staccionate e cancelletti con materiale legnoso da riciclo, con vasi, panchine, sedie, divanetti, tavolini dipinti ed un grande e resistente gazebo in legno con tettoia (il tutto creato con materiali di scarto agricolo) per dare maggiore valore aggiunto al loro spazio agricolo, al loro giardino, alla loro area verde. E proprio questa porzione di spazio all'aria aperta è diventata la loro "finestra" per il rientro nella società, con la speranza di trovare un lavoro.
Al convegno conclusivo è prevista la partecipazione sia dei rappresentanti delle istituzioni che dell'amministrazione penitenziaria. Da tempo la sezione "a custodia attenuata" di Altamura è al centro di iniziative formative, tutte tese al reinserimento dei detenuti quando sarà espiata la pena che li ha portati alla reclusione. Per citarne altri, i corsi di panificatore, di orto-floro-vivaista (con realizzazione di un giardino), di lavorazione di prodotti in feltro da lana di ovini pugliesi.










