di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 29 settembre 2019
Sono ingenui, gli studenti che sognano di evitare la catastrofe climatica che s'annuncia? Alla loro età, noi straparlavamo di politica, della quale capivamo poco o niente. Göterborg, Bokmässan. Una fiera del libro piena di capelli biondi e codini grigi, e residenti dall'aria post-scandinava: africani e mediorientali che la Svezia - un paese di soli 10 milioni di abitanti - ha accolto in gran numero, con generosità e non senza conseguenze. Atmosfera internazionale, per un paese che resta globale oppure chiude; ma capirlo è faticoso. I sovranisti locali - Sverigedemokraterna, Democratici Svedesi, un nome involontariamente autoironico - sfruttano i malumori, raccattano già un voto su cinque, e crescono.
Questa è anche la terra di Greta Thunberg, l'adolescente più conosciuta e influente del pianeta. C'è qualcosa di nordico, nella sua serietà e nella sua resilienza. E c'è qualcosa di antico nel modo in cui viene criticata. Soprattutto da chi ha tre o quattro volte i suoi anni. Greta viene dipinta da molti adulti - lo sapete - come una ragazzina ingenua, retorica e superficiale; e coloro che la sostengono vengono accusati di strumentalizzarla, di avallare una protesta ambientale che non porterà a niente.
È difficile capire come queste persone - sono molte, anche in Italia - possano mancare il punto centrale: Greta è un simbolo. Il simbolo di un risveglio necessario. Una sorta di coscienza adolescente del pianeta, che grida: ehi, siamo messi male. Perché siamo messi male, e i negazionisti del cambiamento climatico sono stupidi o in malafede: non hanno visto i ghiacciai sciogliersi e i temporali trasformarsi in uragani? Non ogni vent'anni, tre volte ogni estate.
I personaggi-simbolo, che hanno finito per impersonificare una buona causa, non sono nuovi: è successo nel campo della non-violenza, dei diritti civili, del rispetto dell'infanzia e della condizione femminile. Non sempre queste persone hanno scelto di diventare la bandiera di un'idea il cui tempo era arrivato. È accaduto, e basta. Sono ingenui, gli studenti che sognano di evitare la catastrofe climatica che s'annuncia? Risposta: e se anche fosse? Alla loro età, noi straparlavamo di politica, della quale capivamo poco o niente. Eravamo migliori? Non credo. Ai tanti miei coetanei che non capiscono, accusano e dileggiano Greta & C., dico: invecchiare bene è difficile. Ma bisogna provarci.










