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di Monica Ricci Sargentini

Corriere della Sera, 19 marzo 2022

Osman Kavala e i coimputati al processo in cui rischiano l’ergastolo o pene fra i 15 e i 20 anni di carcere per il reato di “tentativo di colpo di Stato” in Turchia, devono essere assolti e immediatamente rilasciati. È quanto chiede Amnesty International in un comunicato diramato prima della quinta, e forse ultima, udienza del processo, lunedì prossimo, che vede imputato il difensore dei diritti umani Osman Kavala e altre sette persone. Nel suo parere finale, il procuratore ha chiesto che Osman Kavala e Mucella Yapici - uno dei suoi coimputati, che era il portavoce di Taksim Solidarity al tempo delle proteste - siano riconosciuti colpevoli. I due rischiano una possibile condanna all’ergastolo.

“Questo fine settimana, Osman Kavala ha raggiunto il suo 1600/mo giorno di prigione. Nonostante non abbia commesso alcun crimine riconosciuto a livello internazionale, rimane arbitrariamente detenuto con accuse infondate in una struttura lontana dalla sua famiglia - ha dichiarato Nils Muinieks, direttore Europa di Amnesty International -. Dal 2017, le autorità giudiziarie hanno cercato di evocare un crimine dal nulla, ma hanno ripetutamente fallito. Al contrario, ogni tortuoso colpo di scena in questo processo a sfondo politico ha ulteriormente messo in luce la vacuità del sistema giudiziario turco”.

A gennaio, ricorda Amnesty, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha preso la rara decisione di iniziare il processo formale di infrazione contro la Turchia per il mancato rilascio di Osman Kavala. Questo è avvenuto due anni dopo che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha accusato le autorità turche per violazione del diritto alla libertà di Osman Kavala con il secondo fine di metterlo a tacere, e ha chiesto il suo rilascio immediato.