di Francesco Verni
Corriere del Veneto, 21 gennaio 2025
Il regista Siani: “Un fenomeno una sorta di Gioventù bruciata” Quando si parla di Mare fuori, seppure nata da pochi anni, si parla già di una serie cult. Oggi più che mai le puntate si stanno spezzettando in frasi e tormentoni che il grande pubblico ripete, “tagga” e condivide. Un fenomeno! Un successo esplosivo che ha colpito l’interesse di molti, tutti, me compreso”. Alessandro Siani racconta così Mare fuori, la serie Rai di successo di cui a breve uscirà la quinta stagione, da cui è tratto il musical diretto dal regista napoletano che andrà in scena sabato al Gran Teatro Geox di Padova come unica data regionale
La location della serie così come quella di Mare fuori - Il musical è il carcere minorile di Nisida. Qui si racconta in modo profondo e crudo la vita di un gruppo di ragazzi all’interno di un istituto penitenziario. Guardando oltre alle sbarre si affaccia un mare libero e immenso, una sorta di sogno, di miraggio, e la detenzione diventa ancora più dura per via del Mare fuori.
L’Istituto di detenzione minorile è una bolla in cui “ragazzi interrotti” hanno la possibilità di capire chi sono e cosa vogliono al di là di cosa sono stati fuori da quelle mura. La reclusione si cristallizza per loro come una parentesi di sospensione in cui hanno la possibilità di navigare nel loro mare interiore, fare nuove scoperte e conoscere nuovi mondi. Mentre fuori imperversa la guerra di camorra tra Ricci e Di Salvo, dentro l’istituto penitenziario i loro eredi, Rosa Ricci e Carmine Di Salvo, si trovano l’una contro l’altro.
Ma, in modo inspiegabile, tra loro sin da subito inizia a scorrere una corrente magnetica che presto si trasforma in un sentimento forte e travolgente. I due ragazzi non possono sottrarsi a quello che provano e l’educatore Beppe vede in questo loro amore l’antidoto per la tragica guerra tra le loro famiglie. La scoperta dell’amore diventa un’onda che travolge tutti i protagonisti e, pur manifestandosi in diverse forme, conduce tutti alla scoperta di nuove parti di sé stessi. Qualcuno di loro si trova perso a causa di questa emozione sconosciuta, qualcun altro, invece, vive questo sentimento come faro nella notte e si fa guidare dalla sua luce.
“La versione teatrale sicuramente aveva bisogno di non perdere dei temi fondamentali: le motivazioni che hanno portato in carcere i ragazzi, la famiglia distrutta nei suoi valori primordiali, la lotta fra bande, la delinquenza beffarda che trascina una persona non “adulta” a fare determinate scelte - continua Siani si tratta di riflettere su una sorta di Gioventù bruciata, figlia di un destino amaro e inaccettabile. Il tema che pervade questa trasposizione teatrale è il “momento”. Trovarsi nel momento sbagliato! Perdere sempre il momento giusto, perché confusi e avviliti dall’ambiente che li circonda, crescere male e continuare a sbagliare. Si può sopravvivere e poi rinascere per sempre”.
La musica, già molto presente nella serie tanto che la colonna sonora della prima stagione è stata certificata doppio disco di platino, diventa protagonista assoluta di questa epopea accompagnando il pubblico in questo tortuoso ma inesorabile percorso di crescita. “L’amicizia, la fratellanza e soprattutto l’amore copriranno il dolore, ma nessuno sarà mai sereno, perché tutto potrebbe cambiare da un “momento” all’altro - conclude il regista - gli occhi dei ragazzi, le loro voci, la musica, l’anima e le risate amare, tingono l’anima”.










