di Marcello Pesarini
Ristretti Orizzonti, 17 luglio 2026
All’appello nazionale lanciato da Antigone Marche, Cnca, Cgil, Arci, Confcooperative, Garanti nazionali, Volontariato Giustizia, si uniscono Caritas, Acu Gulliver, Amnesty, Teatro in carcere nazionale, Collettivo Sciame di Fano, Maria Assunta attiva in carcere con lo UISP, i consiglieri regionali Andrea Nobili di AVS e Antonio Mastrovincenzo del PD. Giovanna Fanci di Antigone modera, introduce e controlla i collegamenti con Monia e famiglia.
Giulia Torbidoni presidente di Antigone Marche ha subito definito illegale il sovraffollamento carcerario in Italia, arrivato al 140%. Illegale perché in queste condizioni non si può assolutamente parlare di applicazione dell’articolo 27. La presidente ha poi rivolto un appello a tutte le associazioni presenti perché si superi il frazionamento che negli ultimi anni ha attanagliato tutto il movimento.
Il Garante Giulianelli prevede un consiglio comunale di Ancona nel carcere di Montacuto, apprezza l’iniziativa aperta alla cittadinanza. Ricorda i corsi per OSS per detenuti, che assicureranno l’assunzione dei partecipanti. Loredana Longhin della CGIL progetta con il sindacato un mondo in cui i servizi, l’istruzione, la salute, facilitino l’inclusione di quelle fasce a rischio di impoverimento, per una società non più competitiva ma includente.
Giorgio Magnanelli presidente della CRVG fa i conti in tasca all’Amministrazione Penitenziaria: se in Italia la pena regolata dall’articolo 27 non è afflittiva ma rieducativa, togliendo le spese amministrative, quelle per il personale, gli immobili, al detenuto come trattamento resta il 4%. Ci sono la sussidiarietà e la cassa delle ammende.
Vito Minoia presidente dei teatri carcerari insiste sulla cultura, forma di salute mentale molto importante, oltre che formativa. Tutte le attività espressive, dalla scrittura al teatro allo danza allo sport sono anche scuola di vita e disciplina.
Monia Caroti, CNCA, parla dei provvedimenti come la repressione indiscriminata dell’uso di droghe senza istruzione, il decreto Caivano che non risolve la dispersione scolastica ma in un anno ha accresciuto del 50% la presenza negli istituti minorili. Le comunità rischiano oltre all’impoverimento da parte dello Stato di essere un prolungamento di pena.
Marcello Pesarini di Antigone descrive il suo impegno prima nell’Osservatorio sulle carceri, nato nel 2001, ora con lo sportello per parenti di detenuti Morire di carcere, dopo il suicidio di Matteo Concetti nel 2024. La sanità deve monitorata e migliorabile informando periodicamente i cittadini. Valorizza l’impegno delle donne nei confronti dei parenti detenuti.
Stefania Zepponi dell’ARCI, esemplifica la sensazione di interagire con la danza con i detenuti, e di essere invece considerata dall’istituzione come un peso, qualcosa di non compreso. Ma non rinuncerà. Pignocchi di Amnesty ricorda le battaglie e le conquiste nel riconoscimento del reato di tortura, legato alle dimensioni ridottissime delle celle. Lavorare per chi sta dentro è come lavorare per chi sta fuori.
Anche Mattia degli studenti del Gulliver individua nelle politiche repressive del governo un doppio binario: criminalizzare il dissenso, il pensiero, appiattire il senso dell’istruzione. Se si sceglie di non insegnare si agisce per togliere agli studenti il diritto al futuro. Andrea Nobili di AVS, già garante, si unisce alla denuncia delle condizioni di salute sulle quali ha presentato un’interrogazione e punta il dito sulla scarsa considerazione verso la salute mentale nelle Marche, fuori e dentro gli istituti. Antonio Mastrovincenzo del PD ricorda le interrogazioni dopo il suicidio di Concetti e si conferma disponibile per mantenersi collegato in una battaglia sacrosanta. Le ragazze del Collettivo Sciame di Fano hanno usato un episodio di bullismo maschilista avvenuto nelle scuole per richiedere educazione sentimentale invece di condanne e punizioni. La giustizia riparativa anche nella libertà. Si ringraziano tutti i presenti e ci diamo appuntamento a presto.










