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di Claudio Desideri

Il Resto del Carlino, 26 settembre 2025

“Il carcere oggi è un luogo dove la pena corporale diviene anche pena dell’anima, non riconosce la dignità della persona. In questo la Società di San Vincenzo De Paoli cerca di insinuarsi con la finalità proprio di riconoscere e mettere al centro la persona”. Parole queste di Antonella Caldart, Responsabile del Settore carcere e devianza della San Vincenzo De Paoli in occasione della conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo del Popolo per presentare il corso di formazione: “Essere presenza nel mondo del carcere”. Otto incontri che si terranno di sabato mattina, dal prossimo 11 ottobre al 6 dicembre, ad Ancona, Ascoli Piceno, Pesaro e potranno essere seguiti in presenza e on line.

I corsi, aperti a tutti, sono rivolti a chi ha desiderio di imparare a relazionarsi con le persone detenute o ex detenute e a sostenere le loro famiglie in un percorso che punta a promuovere inclusione, reinserimento e dignità, offrendo strumenti concreti a chi sceglie di camminare accanto a chi vive l’esperienza del carcere. La conferenza, aperta dal presidente del Consiglio Comunale Simone Pizzi, ha visto la partecipazione dell’Arcivescovo di Ancona Osimo Mons. Angelo Spina che ha tenuto a precisare come “portare le persone fuori dalle sbarre in una forma spirituale e umana significa liberare l’uomo da quel luogo e questo è possibile con l’incontro e il dialogo, l’aiuto e la vicinanza. Un segno di speranza”.

I corsi, che saranno tenuti da professionisti del sociale, della giustizia e da esperti del mondo del volontariato e delle istituzioni, vedranno una particolare attenzione rivolta ai minori. “Nelle Marche non sono presenti istituti penali per minorenni - ha affermato Gabriele Cinti coordinatore del progetto - ma ciò nonostante una attenzione particolare sarà rivolta proprio ai giovani. Nel biennio 2022 - 2024, i minori presi in carico dall’Ufficio dei servizi sociali per i minori nelle Marche sono aumentati del 13 %.

Inoltre i casi di recidiva nei minori nel nostro Paese supera il 40%”. Durante i corsi verranno affrontati temi come la devianza minorile, il reinserimento sociale, le misure alternative alla detenzione, l’ascolto empatico, le problematiche legate alla criminalità e alla droga nelle Marche. “Essere volontari in carcere richiede disponibilità d’animo - ha concluso Caldart - competenze tecniche e conoscenza delle regole della vita in carcere, significa accogliere senza giudicare, offrire ascolto e speranza a chi l’ha smarrita. Accompagnare detenuti e famiglie nel loro percorso”. Iscrizioni e contatti: whatsapp 3501766581 - E mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  Claudio Desideri