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di Giacomo Giampieri

Il Resto del Carlino, 9 maggio 2025

Si è concluso il progetto di inclusione sociale al carcere di Barcaglione destinato all’inserimento occupazionale: la pratica in aziende del territorio. Dalla detenzione alla Casa di reclusione di Barcaglione ad una futura prospettiva di occupazione dopo il carcere per tredici detenuti che hanno superato l’esame e ottenuto la qualifica di “aiuto cuoco”. Si è tenuto infatti ieri il momento conclusivo del progetto di inclusione sociale, attuato dalla Regione con fondi Fse Plus 2021/2027, destinato all’inserimento occupazionale di soggetti in condizione di svantaggio. Il progetto, che ha visto tra gli attori anche l’Ufficio regionale del Garante dei diritti Giancarlo Giulianelli ha interessato complessivamente quindici detenuti.

Tra loro, tredici hanno portato a compimento il programma di formazione e hanno potuto prendere parte, anche attraverso misure alternative alla reclusione, al corso di abilitazione alla professione in cucina.

La prova finale si è svolta presso il polo professionale della Casa di reclusione di Barcaglione, cui è seguita una conferenza stampa in presenza dello stesso garante Giulianelli, della direttrice del carcere Manuela Ceresani e dei vertici del Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria, dei responsabili dei Servizi regionali delle attività di formazione, dei docenti e del coordinatore del corso Elio Aureli, legale rappresentante dell’Ente formativo Fores Marche. Corposa, soprattutto, la presenza delle aziende e delle strutture che hanno ospitato la formazione e gli stage dei detenuti. Molte delle quali, peraltro, sono realtà che sorgono tra Ancona e Falconara.

“La parte pratica del corso - ha integrato il garante Giancarlo Giulianelli - si è svolta in aziende del territorio che potranno rappresentare in futuro luoghi di approdo professionale di queste persone”. E in effetti sono già nove i detenuti che, al termine della detenzione o in regime misto, potranno essere assunti da queste aziende. “Attività che operano nel settore della ristorazione, della pasticceria, della panificazione e della rosticceria”, ha sottolineato Aureli. Fondamentale, dunque, la collaborazione della “comunità esterna”, sensibile e aperta nell’accogliere percorsi di reinserimento lavorativo e inclusione sociale dei detenuti.

L’importanza di questi corsi è stata sottolineata anche dalla direttrice Ceresani che ha sottolineato come all’interno della Casa di reclusione di Barcaglione si svolgano anche attività lavorative per l’agricoltura (e la produzione di miele, olio e formaggio), ma anche lavori interni e corsi professionalizzanti, come quello per aiuto cuoco. “Questo, come altri corsi realizzati o in svolgimento presso altri istituti di reclusione - ha concluso Giulianelli - si collocano nel solco delle azioni rivolte alla riabilitazione, al recupero e al reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti”.