Il Resto del Carlino, 26 novembre 2020
Manutenzione dei locali attività di front-office: protocollo d'intesa con il provveditorato regionale. I detenuti andranno a lavorare negli uffici giudiziari. Si occuperanno di piccole manutenzioni dei locali, della sistemazione degli archivi, di attività di front-office e anche della cura delle aree verdi annesse alle sedi giudiziarie.
Tutto questo sarà possibile grazie ad un protocollo d'intesa siglato tra il provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria dell'Emilia Romagna e Marche, nella persona del provveditore Gloria Manzelli, il presidente della Corte di Appello di Ancona Luigi Catelli, il procuratore generale della Corte di appello di Ancona Sergio Sottani, il presidente del tribunale di Sorveglianza Raffaele Agostini e il garante dei diritti della persona Andrea Nobili.
La firma c'è stata venerdì scorso. "È è il primo progetto, a livello nazionale e quindi anche per la regione Marche - osserva Sottani - che vede un accordo quadro tra più parti. In precedenza c'erano stati solo accordi di singoli". Una regione che farà quindi da apripista al progetto denominato "Mi riscatto il futuro" e che mira a reinserire socialmente le persone che sono in carcere e che presto lo lasceranno.
Attraverso lavori di pubblica utilità i detenuti verranno impiegati negli uffici giudiziari. La mattina lasceranno le proprie celle per andare al lavoro e la sera torneranno in carcere. Le modalità di svolgimento verranno definite con convenzioni stipulate tra gli istituti penitenziari e gli uffici giudiziari.
I detenuti lavoratori saranno accolti nella sede della Corte di Appello di Ancona e della Procura generale. Il protocollo durerà 18 mesi rinnovabili e servirà ad individuare percorsi di vita alternativi al crimine. Lo scopo è di favorire l'avvio di progetti di sensibilizzazione alla legalità, responsabilizzando e informando la collettività delle problematiche che coinvolgono la popolazione carceraria.











