di Federica Serfilippi
Corriere Adriatico, 23 marzo 2025
Luigi Esposito aveva 38 anni. Disposta l’autopsia. Le guardie lo hanno chiamato più volte per andare a ritirare una notifica, ma lui non si è mosso dal letto. I compagni di cella lo hanno sollecitato, gli sono andati vicino. Niente. Luigi Esposito è morto venerdì pomeriggio nella sua stanza del carcere di Montacuto. Sarebbe dovuto uscire nel 2027, dopo aver scontato una condanna definitiva per reati contro il patrimonio. Il dramma si è consumato nella sezione di media sicurezza della casa circondariale. A stroncare il 38enne, che prima di finire in cella viveva è San Benedetto e faceva lavori saltuari come cameriere e operaio, è stato un arresto cardiaco. Stando a quanto rilevato, aveva patologie pregresse e assumeva farmaci. Come da prassi per i decessi avvenuti in carcere, la salma del 38enne è stata portata all’obitorio dell’ospedale regionale di Torrette in vista dell’esame autoptico. L’allarme a Montacuto è partito attorno alle 17.30.
Esposito si trovava nella sua cella, coricato sul letto. Gli agenti della Polizia Penitenziaria lo hanno chiamato più volte: ad attenderlo c’era un atto che gli doveva essere notificato. I solleciti sono stati vani, così si sono mossi anche i compagni di cella. Hanno provato a svegliarlo, ma il 38enne era già morto. Immediatamente, si è attivata la task force dei soccorsi, con l’arrivo del personale medico del carcere e l’ambulanza del 118. È stato anche usato il defibrillatore, ma per il sambenedettese non c’è stato nulla da fare, se non dichiarare il decesso.
La notizia della morte del 38enne si è sparsa rapidamente fino a San Benedetto. Esposito, infatti, era un grande tifoso della Samb. Il fratello Giovanni è il capo del gruppo ultras “Maledetti”. Il cordoglio dei rossoblu: “La A.S. Sambenedettese calcio a 5 si unisce al dolore che ha colpito la famiglia del nostro caro amico Giovanni Esposito capo del gruppo ultras “Maledetti” per la scomparsa prematura del fratello Luigi”.











