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di Maria Teresa Bianciardi

Corriere Adriatico, 2 aprile 2024

Tutto ha avuto inizio con una lettera inviata a Sandra Piacentini da un amico che in quel momento si trovava in carcere. Poche righe per raccontarle come proprio lì, dietro quelle sbarre, aveva scoperto la passione per il rap. Sandra, il cui nome d’arte è Miss Simpatia, è una rapper marchigiana che vive ad Ancona, un’artista influencer con quasi 67mila follower al seguito: il tempo di ragionarci su e alla fine di gennaio è riuscita ad attivare un corso di rap per i detenuti di Montacuto, assieme a Kiwi, coordinatore del progetto theRAPia, e al producer - tecnico del suono Jacopo Millet. Con il benestare, ovviamente, del direttore dell’istituto penitenziario Manuela Ceresani.

L’iniziativa ha riscosso un grande successo, tanto che il direttore ha richiesto di poter ripetere il corso una seconda volta. “I detenuti hanno dimostrato un grande impegno e una notevole crescita artistica nel corso delle lezioni”, racconta Sandra Piacentini. L’entusiasmo intorno a questo progetto ha coinvolto anche importanti figure del mondo del rap italiano, come Emis Killa e Jamil che hanno inviato un video di saluto e di incoraggiamento ai ragazzi di Montacuto. “La presenza di tali artisti ha ulteriormente motivato i partecipanti, che hanno visto riconosciuto il loro talento e la loro passione - continua la rapper -. Sono orgogliosa dei risultati ottenuti e dell’impatto positivo che questa iniziativa ha avuto sulla vita dei detenuti. Il corso rappresenta un esempio tangibile di come l’arte possa essere uno strumento di cambiamento e di riscatto per coloro che si trovano in situazioni difficili”. Jamil è stato presente a Montacuto durante le lezioni e all’interno della cappella è stato girato anche un videoclip dell’artista Double F. Al corso hanno pure partecipato tre campioni nazionali di freestyle, il pesarese Simon Skunk, il sambenedettese Gabs e Shekkero.

I ringraziamenti - Tanti i messaggi di ringraziamento arrivati a Sandra - Miss Simpatia. “Questo corso mi ha salvato”, ha scritto un giovane detenuto. “Grazie per avermi dato una penna quando l’avevo persa. La userò ogni volta che ne avrò bisogno e ti penserò”, ha confessato un altro ragazzo rinchiuso a Montacuto. E ancora: “Grazie per tutto quello che hai fatto per noi”. Il corso nel frattempo è stato raccontato anche sulla pagina Instagram the_rap_ia, che ha già oltre 73mila follower. E dove un post è dedicato alla direttrice Ceresani: “Grazie per aver creduto in noi. Se siete curiosi di sapere come mai alla fine ha deciso di lasciarci fare il corso dovrete aspettare l’uscita del documentario”. Sì, perché theRAPia non finisce qui ma sarà raccontato con un documentario che ha ripreso e immortalato le diverse fasi del corso nel carcere di Montacuto.