imgpress.it, 31 maggio 2026
Le tappe di Vivicittà-Porte aperte negli istituti penitenziari italiani proseguono: il prossimo appuntamento in calendario è sabato 13 giugno a Messina, presso la Casa Circondariale “Vittorio Madia” di Barcellona Pozzo di Gotto. Si è svolta lunedì 25 maggio, presso la Casa Circondariale di Montacuto ad Ancona, l’edizione di Vivicittà dedicata agli istituti penitenziari, iniziativa che porta all’interno delle carceri i valori dello sport, della partecipazione e dell’inclusione sociale, con l’obiettivo di offrire occasioni di incontro, movimento e condivisione all’interno delle strutture detentive.
L’appuntamento di Montacuto ha rappresentato un significativo successo: sono stati infatti 25 i detenuti che hanno preso parte alla manifestazione, partecipando con entusiasmo ad una giornata all’insegna dello sport e della socialità. Nel corso dell’iniziativa è stata ribadita l’importanza di mantenere vivo un filo conduttore tra la società civile e la realtà carceraria, affinché il carcere non venga percepito come un luogo isolato e distante, ma come una parte integrante della comunità verso cui mantenere attenzione, sensibilità e responsabilità.
La mattinata di sport è stata raccontata dal servizio della TgR Rai Marche, andato in onda nell’edizione delle 14. “Dura mezz’ora questo pezzetto di libertà - afferma il giornalista Alessandro Trevisani - due giri intorno al campo di calcio per i detenuti di Montacuto: lo sport un diritto che da tre anni è entrato in Costituzione”.
“Il detenuto socializza, partecipa alle diverse attività e ha la possibilità di scaricare un po’ la tensione, lo sport è importante anche per quello, e sicuramente impara a rispettare le regole”, afferma Nicola De Filippis, Comandante istituti penitenziari Ancona. Socializzare e scaricare la tensione è fondamentale in istituti come Montacuto, tra le carceri più sovraffollate d’Italia, il più grande per numeri nelle Marche: qui spesso le celle da tre sono abitate da cinque persone, ogni detenuto ha i suoi problemi e le sue necessità, una è un po’ condivisa da tutti: “Sentono l’esigenza di lavorare - spiega la direttrice Sonia Razzetti - di svolgere attività e di avere contatti con l’esterno attraverso l’organizzazione di corsi professionalizzanti che consentono poi loro di assumere qualifiche e attestazioni”. Sono otto i medici che lavorano a turno a Montacuto: il carcere, infatti, può avere un impatto psicologico devastante: “Noi garantiamo il sostegno iniziale, soprattutto per chi non è mai stato in carcere, e attiviamo la possibilità fondamentale per l’ordinamento penitenziario di mantenere contatti con la famiglia”, aggiunge Silvana Fiume, funzionaria giuridico-pedagogica.
Iniziative come quelle promosse dalla Uisp vogliono sottolineare proprio questo impegno: creare occasioni di incontro e partecipazione, utilizzando lo sport come strumento capace di alleviare, almeno in parte, le difficili condizioni della vita detentiva. Correre assume così anche un forte valore simbolico: significa sentirsi liberi, immaginare il proprio futuro e guardare con speranza al momento in cui, concluso il percorso all’interno del carcere, sarà possibile tornare pienamente alla vita sociale. Grande soddisfazione, oltre a quella espressa dai partecipanti, è stata sottolineata anche dalla direzione della Casa Circondariale. In particolare la direttrice Sonia Razzetti, ha ribadito l’importanza di iniziative come questa, capaci di incidere positivamente sul benessere psicologico dei detenuti e di mantenere vivo il collegamento con la società civile.
Apprezzamento è stato espresso anche dalle rappresentanze sociali e dagli educatori presenti, che hanno evidenziato il valore di questi momenti di aggregazione e partecipazione all’interno del percorso rieducativo e sociale delle persone detenute. Il percorso di Vivicittà negli istituti penitenziari proseguirà mercoledì 10 giugno presso il carcere di Barcaglione, confermando l’impegno nel promuovere iniziative sportive e sociali anche all’interno delle realtà detentive del territorio.
Giovedì 28 maggio Vivicittà si è corso anche nella casa circondariale delle Sughere di Livorno, un appuntamento che ha trasformato il carcere in un luogo di incontro fra sport, città e inclusione. Una giornata diversa rispetto alla tradizionale corsa cittadina, perché dentro l’istituto tutto deve essere pianificato insieme alla direzione e alla polizia penitenziaria, con percorsi e orari adattati alle esigenze di sicurezza. A spiegare il significato dell’iniziativa è stata Ilaria Stefanini, responsabile Grandi eventi della Uisp Terre Estrusco Labroniche, ricordando che Vivicittà si svolge ogni anno nello stesso giorno in tante città italiane e anche all’estero, mentre la versione all’interno degli istituti penitenziari viene fissata di volta in volta in accordo con il direttore del carcere e il comandante della polizia penitenziaria.
Alla gara hanno partecipato oltre trenta persone fra atleti esterni, detenuti e agenti. I detenuti hanno affrontato un percorso diverso dagli altri concorrenti: la prova per loro si è svolta nel campo di calcio interno, seguendo le linee di delimitazione, mentre gli atleti hanno corso lungo il perimetro interno della struttura. La vittoria è andata all’agente della polizia penitenziaria Claudio Iannazzone, protagonista di una prova applauditissima da tutti i partecipanti. Presenti anche le società Atletica Amaranto, Livorno Triathlon e Sempre di Corsa.
La comandante della polizia penitenziaria Febea Fiori ha infine rilanciato il prossimo appuntamento sportivo previsto a giugno con una sfida di touch rugby tra detenu ti uomini e donne, mentre il prossimo Vicicittà in carcere, lo avremo in settembre a Gorgona.










