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di Lucia Gentili

Il Resto del Carlino, 25 marzo 2025

Il garante Giulianelli insieme con tre aziende ha organizzato un corso da imbianchino nel carcere Barcaglione di Ancora. La Twenty21 srl che opera a Tolentino ne assumerà due per carenza di manodopera. Offrire nuove possibilità di reinserimento sociale e combattere il rischio di recidiva: con questi obiettivi il garante regionale dei diritti della persona Giancarlo Giulianelli, in collaborazione con Twenty21 srl, Cattaneo srl e San Marco Group spa, ha deciso di organizzare un mini corso di formazione professionale da imbianchino (in tecniche di pittura) rivolto ai detenuti del carcere di Barcaglione, ad Ancona.

Un’iniziativa che coinvolge anche Tolentino: l’azienda milanese Twenty21 è arrivata nel cratere con la ricostruzione post sisma e ha espresso la volontà di assumere uno-due partecipanti per lavori di tinteggiatura e cartongesso nei suoi cantieri. Anche per carenza di manodopera. Il corso si è svolto questa settimana, mercoledì, giovedì e venerdì, tre giornate in cui i detenuti - all’inizio 25 poi scesi a 15 - sono stati impegnati nell’imbiancatura di alcuni locali all’interno della casa di reclusione.

Nella prima giornata c’è stata un’introduzione teorica a cura di un istruttore di San Marco Group, azienda di Marcon (Venezia) leader nel settore delle pitture e vernici per l’edilizia, con la spiegazione dei prodotti e la preparazione delle zone di lavoro. Cattaneo srl di Novara, rivenditore di materiali edili, ha fornito l’attrezzatura necessaria; San Marco Group, oltre al proprio tecnico, ha messo a disposizione le pitture e Twenty21, con il suo direttore Giuseppe Castorina e un operaio, si è occupata della formazione. “Questa iniziativa rappresenta per i detenuti una valida opportunità per iniziare ad acquisire competenze professionali, gettando le basi per aprirsi una concreta prospettiva di lavoro - spiega l’avvocato Giulianelli -. Ringrazio Twenty21, Cattaneo srl, San Marco Group e Programma 2121 per la preziosa collaborazione e per l’attivo contributo alla creazione di una comunità più sicura e inclusiva. Il lavoro esterno, articolo 21, consiste nella possibilità di uscire dal carcere per svolgere un’attività lavorativa; quindi il detenuto è autorizzato a uscire per andare a lavoro e la sera rientra”.

Ovviamente per fare sì che questo diventi realtà serve il permesso dell’amministrazione giudiziaria e penitenziaria. “Twenty21 comunque intanto ha dato la disponibilità ad assumere una-due persone per i cantieri di Tolentino - prosegue il garante -, e se questo sarà possibile è già un successo. Mi auguro che altre aziende seguano l’esempio di Giuseppe Castorina; tra l’altro chi assume detenuti o ex detenuti, in base alla legge Smuraglia, ha sgravi fiscali nella contribuzione, vantaggi nella fiscalità”.

Il garante si è adoperato per replicare il progetto nell’istituto penitenziario di Fermo e sta prendendo contatti anche per quello di Ascoli. Il corso è rivolto a un massimo di 25 detenuti; al termine viene consegnato un attestato e chi si distingue per capacità e impegno ha la possibilità di essere assunto da Twenty21, gruppo specializzato in edilizia non costruttiva. “Dallo scorso luglio - afferma il direttore Castorina - siamo a Tolentino per lavori di ricostruzione post sisma in alcuni edifici privati; attualmente contiamo sei cantieri attivi. Abbiamo già aderito in passato al Programma 2121 a Milano per formare detenuti; stiamo facendo i colloqui e prevediamo di assumerne circa trenta in un maxi cantiere milanese che dovrebbe partire tra luglio e agosto. Per quanto riguarda Tolentino, vorrei assumerne uno-due dopo il corso al Barcaglione: nel cratere manca manodopera, scarseggiano imbianchini, cartongessisti e manovalanza. Quindi questa iniziativa, la prima nelle Marche, rappresenta un’occasione per i detenuti e per noi. Con la legge Smuraglia le aziende hanno un rimborso dell’80 per cento dei contributi che si versano per l’assunzione. I quindici partecipanti al corso, tra cui giovani, mi hanno salutato con le lacrime agli occhi dicendomi che rappresento la loro voce fuori dal carcere per l’inserimento nel mondo del lavoro; avevano condanne di 3-4 anni e sono quasi tutti a fine pena, da 6 mesi a un anno”.