sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Tommaso Pellizzari

 

Corriere della Sera, 15 aprile 2021

 

Prezioso, non solo per chi gli ha voluto bene. L'uomo di 45 anni, morto a Torino nel 2015 per l'eccesso di violenza durante un intervento per un Trattamento sanitario obbligatorio, aveva scritto della sua schizofrenia. Il padre Renato ha ritrovato i fogli, un giornalista li ha fatti pubblicare. E anche gli psichiatri hanno scoperto un mondo.

Piazza Umbria, Torino, 5 agosto 2015. Il barelliere-autista di un'ambulanza chiama la centrale del 118 per spiegare che cosa è successo con Andrea Soldi, un uomo di 45 anni che doveva essere prelevato e trasferito in ospedale, dove sarebbe stato sottoposto a Trattamento sanitario obbligatorio. Ma in ospedale arriverà morto.

Questo però il barelliere che sta chiamando il 118 non lo sa. Sa però che l'intervento di medici e forze dell'ordine è stato troppo violento, contro una persona che di violento non aveva nulla. Andrea Soldi era seduto su una panchina e ogni tanto ululava per colpa della sua schizofrenia e perché da qualche giorno si rifiutava di prendere i farmaci che la tenevano a bada.

Ieri, quasi sei anni dopo quel giorno, a questa storia che ci racconterà Giusi Fasano, si è aggiunta una nuova puntata: l'uscita di un libro ("Noi due siamo uno", scritto dal giornalista Matteo Spicuglia e pubblicato da Add) che raccoglie gli scritti di Andrea, ritrovati dal padre Renato e che per alcuni psichiatri sono di grande importanza per la comprensione della schizofrenia. Oltre, naturalmente, al valore affettivo per il papà e la sorella Cristina.