di Alessia La Villa*
Ristretti Orizzonti, 25 aprile 2022
Trilly è la gattina di Artur, quella gattina di cui si è preso cura fin da quando era così piccola che poteva stare nel palmo della sua mano. Quella gattina che Artur ha allattato con un biberon svegliandosi nel cuore della notte. Trilly che un giorno non ha più visto “quell’umano” tornare a casa e che oggi lo aspetta chiedendosi cosa sia successo. Artur è a Gorgona, l’ultima isola carcere di Italia. Ed è qui, sul più piccolo pezzo di terra galleggiante dell’arcipelago toscano, che insieme ai suoi compagni prova a trovare le parole per raccontarsi attraverso la relazione con quel piccolo animale arrivato in quello che non stenta a ricordare come “l’anno più bello della mia vita”.
Quella di Artur e Trilly è solo una delle preziose storie racchiuse nell’antologia “Animali che salvano l’anima. L’esperienza nel carcere di Gorgona”, edito dalla Carmignani e presentato in esclusiva sabato 23 aprile, giornata mondiale del libro, come evento collaterale nell’ambito della rassegna Lucca di Carta 2022.
Storie di affetti non umani lasciati al di là del mare oppure scoperti proprio laddove non sembrava possibile: all’interno di un carcere o più banalmente dentro una cella dove il pappagallino Ciccio impara a parlare tante lingue rallegrando le giornate, non solo del suo proprietario che lo cura con amore ma anche degli agenti di polizia che hanno imparato a conoscerlo.
Ricordi e parole portate letteralmente alla luce con cura e delicatezza nell’ambito di un laboratorio di scrittura creativa nato per rispondere ad un’esigenza forte, quella di riuscire a recuperare la narrazione di una parte profonda di sé. Una parte che spesso suo malgrado si perde nei meandri della detenzione, nell’interruzione sofferta della quotidianità quando alcune parole, come per effetto di un sortilegio, spariscono perché smettono semplicemente di essere pronunciate. Ed è ecco allora la sfida del laboratorio portato avanti con autentica passione dalla scrittrice Prita Grassi e da Giovanni De Peppo, ex garante dei diritti dei detenuti di Livorno e oggi insieme alla Lav tra i promotori di innovativi progetti che coinvolgono gli animali sull’isola di Gorgona: far in modo che gli esseri non umani possano diventare a tutti gli effetti veri e propri “operatori del trattamento” ridisegnando un orizzonte di senso capace di andare oltre quelle singole azioni che hanno cambiato il senso di intere esistenze.
La pedagogia della narrazione come strumento di cura, di conoscenza di sé e in alcuni casi, come dimostrano queste storie, di vera e propria salvezza dell’anima che, non a caso, ha la stessa radice etimologica del termine animale.
Quegli animali reali, perduti, cercati, ritrovati, aspettati o anche semplicemente immaginati perché come ci ricorda Marco, uno degli ospiti di Gorgona, citando Gabriel Garcia Marquez: “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”.
*Funzionario Giuridico Pedagogico CC Livorno e Gorgona.










