di Rita Rapisardi
Il Manifesto, 23 gennaio 2026
I ragazzi, tutti tra i 16 e i 17 anni, erano stati arrestati con le accuse di resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale per aver impedito i militanti di estrema destra di distribuire volantini dal contenuto xenofobo davanti alla scuola. Annullate cinque delle sei misure cautelari emesse dalla procura dei minori di Torino per gli studenti del liceo Einstein in merito al volantinaggio organizzato da Gioventù Nazionale Torino davanti alla scuola finito con l’intervento della Digos. I giovani tra i 16 e i 17 anni appartenenti al Kollettivo Einstein erano stati arrestati con le accuse di resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale per aver impedito i militanti di estrema destra di distribuire volantini dal contenuto xenofobo e di propaganda contro i giovani di seconda generazione, definiti “maranza”.
L’annullamento non riguarda il merito delle accuse, ma l’assenza dell’interrogatorio preventivo, introdotto di recente dalla legge Nordio, che prevede che sia fatto un interrogatorio preliminare, prima dell’applicazione della misura cautelare, cosa che non è stata fatta nel caso dei sei studenti. L’eccezione resta per specifici casi ritenuti gravi, come ad esempio l’uso di armi o altri mezzi di violenza personale, in cui l’interrogatorio diventa superfluo. Resta valida la permanenza a casa per uno dei sei: il ragazzo infatti è accusato di aver lanciato un estintore all’interno all’interno della sede della Città metropolitana di Torino, durante il “No Meloni day” dello scorso 14 novembre. Agli atti risulta anche l’assalto alla sede de La Stampa durante lo sciopero generale del il 28 novembre, portato dalla procura come fatto che proverebbe la predisposizione a ripetere le azioni violente dei sei.
“Avremmo preferito che i giudici fossero entrati nel merito, ma almeno è stata sposata la nostra linea sulla mancanza di interrogatorio preventivo”, commenta l’avvocato Claudio Novaro che difende due dei sei minori. “A questo punto posso ipotizzare che la palla passi al giudice che potrebbe fissare gli interrogatori e poi al riesame, con la possibilità che siano di nuovo applicate le misure cautelari. La procura ha dato l’idea di avere una forte volontà di tenerli a casa”. Se questo accadrà, gli interrogatori potrebbero essere infatti chiamati in pochi giorni, il riesame dovrà esprimersi sulla valutazione dei fatti. “Nel merito la decisione non confuta nulla, sui fatti e sulla configurazione delle responsabilità”, ha invece commentato la procuratrice per i minori di Torino Emma Avezzù.
Il volantinaggio davanti al liceo Einstein, in cui sono rimasti feriti due agenti della Dogos e un operatore del reparto mobile, avveniva a pochi giorni da quello del liceo Primo artistico: in quel caso i militanti di Gioventù Nazionale avevano cercato lo scontro con gli studenti, insultati e presi a calci per aver rifiutato di prendere i volantini, per questo erano intervenuti a difesa alcuni insegnati, anch’essi strattonati. Una pratica portata davanti alle scuole con presenza di collettivi studenteschi organizzati e spesso in zone in cui la presenza di giovani con origine straniera è alta, proprio come il liceo Einstein, nel quartiere multietnico torinese di Barriera di Milano.









