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Ansa, 10 aprile 2020


Necessario liberare 10 mila persone per distanziamento sociale. "Qualora sia vero, come sembra, che non ci saranno modifiche rilevanti agli articoli 123 e 124 del decreto Cura Italia, per quanto riguarda le carceri, si sarà commesso un errore gravissimo, sulla pelle di operatori penitenziari, poliziotti, detenuti".

Lo dichiara Patrizio Gonnella, presidente dell'Associazione Antigone che si batte per i diritti in carcere, che rivolge un appello al Governo: "evitiamo che le carceri diventino le nuove Rsa". "In questa fase grave per il paese - sottolinea Gonnella - ci si affida giustamente in tutti gli ambiti ad esperti italiani ed internazionali per affrontare l'emergenza. Questo per ora non sta avvenendo per le carceri, dove al ministero della Giustizia non ci si affida alle indicazioni provenienti da Onu, Consiglio d'Europa, Garante nazionale delle persone private della libertà e garanti territoriali, professori di diritto e procedura penale, alti magistrati a partire dal Procuratore generale presso la corte di Cassazione, avvocati, magistrati di sorveglianza, funzionari penitenziari, ma anche autorità morali come papa Francesco".

"Tutti hanno chiesto e chiedono misure urgenti e straordinarie per ridurre drasticamente il sovraffollamento. Misure - aggiunge - che creino spazio fisico, misure utili ad assicurare il distanziamento sociale". Secondo Gonnella "c'è bisogno di liberare 10 mila persone almeno, anche perché sempre più sono gli operatori e i poliziotti costretti a stare a casa in quanto risultati positivi. Se c'è tempo si rimedi e si prendano provvedimenti incisivi".

"Ci appelliamo a chiunque abbia a cuore la salute delle persone e la solidarietà - dice il presidente di Antigone - affinché non si dia ascolto a chi dice (sono pochi ma influenti) che in carcere si sta più sicuri e al riparo dal virus. Non è vero. Il carcere non è, al pari di tutte le strutture affollate, il luogo dove affrontare la pandemia".

Dunque, conclude Gonnella "si liberino tutti coloro che sono a fine pena, a prescindere dalla disponibilità dei braccialetti elettronici. Si liberino tutti gli anziani e i malati oncologici, immunodepressi, diabetici, cardiopatici prima che contraggano dentro il virus che potrebbe essere letale. Si dia ascolto al Pontefice e non a persone che non hanno mai vissuto l'esperienza carceraria e non sanno cosa significhi respirare l'ansia e la tensione in quel contesto".