vocididentro.it, 5 giugno 2026
Abbiamo perso un buon amico, abbiamo perso un prezioso collaboratore di Voci di dentro. Antonio Gelardi, palermitano, morto improvvisamente all’età di 69 anni, è stato dirigente penitenziario in diversi istituti di reclusione e case circondariali (Sollicciano, Piazza Armerina, Augusta, Siracusa), ha diretto poi gli Uffici di esecuzione penale esterna di Catania ed era docente di Ordinamento penitenziario presso la scuola di formazione dell’Amministrazione Penitenziaria di Catania. Uomo di cultura e di cuore ha interpretato il proprio ruolo con umanità, equilibrio e con una visione moderna del sistema penitenziario promuovendo iniziative che hanno aperto gli istituti alla città e avvicinato la comunità a una realtà spesso poco conosciuta.
Ha creduto nel valore della rieducazione, nel dialogo con le scuole, nel coinvolgimento delle associazioni e nella funzione sociale che una struttura penitenziaria può svolgere. I suoi articoli per Voci di dentro, dal 2023, sono la testimonianza più vera dei valori in cui credeva, ma soprattutto lo sono state le sue azioni da direttore che spesso ricordava sulla nostra rivista per una giustizia che ripara, restaura e fa rinascere.
Antonio Gelardi non guardava il carcere al passato ma al futuro e sapeva che le critiche di utopia e buonismo che riceve chi denuncia le condizioni detentive delle nostre prigioni venivano da chi ha ancora in mente una giustizia della vendetta e non della rieducazione, della detenzione dei corpi piuttosto che della custodia della dignità delle persone recluse.
Giustizia e umanità era la sua parola d’ordine: a Voci di dentro si fece conoscere tre anni fa rileggendo ad alta voce le lettere delle persone detenute e le centinaia di istanze che aveva raccolto e conservato per una vita, “per cogliere il senso di quanto fatto o non fatto da direttore. Operazione pericolosa perché a volte ci si danna per quanto non fatto o non fatto sufficientemente o in ritardo, dimenticando il contesto, il tempo divorato, dimenticando che di fronte c’era il disagio”. Con Antonio ci siamo visti on line mercoledì scorso nella solita riunione di redazione. Ci chiese tempo per un suo pezzo. Tempo ovviamente accordato. Il suo ultimo messaggio whatsapp risale alle 15.09 di giovedì 4: una faccina col sorriso, che ricorderemo sempre.










