di Cristina Porta
La Stampa, 23 luglio 2025
Sono già quattro le persone che hanno iniziato a lavorare nel fast food: “Il lavoro fondamentale per evitare la recidiva”. Il riscatto sociale e il reinserimento passano dal lavoro. A dirlo sono i dati: solo il due per cento dei detenuti che, una volta usciti dal carcere, lavorano torna a delinquere contro il 70 per cento di coloro che hanno scontato la pena senza aver avuto la possibilità di un lavoro esterno alla prigione. Da giugno, due giovani detenuti del carcere di Brissogne sono stati ammessi al lavoro esterno e sono impiegati al McDonald’s di Aosta. È l’associazione Seconda Chance, che si occupa a livello nazionale del reinserimento dei detenuti, che ha attivato i colloqui con il direttore del fast food e la direzione carceraria valdostana.
Al lavoro subito dopo la scarcerazione - “Già a primavera - spiega Matteo Zordan di Seconda Chance - il McDonald’s di Aosta ha iniziato a collaborare con noi. E in quell’occasione ha assunto due ex detenuti. In un caso, la persona era già al lavoro la settimana successiva alla scarcerazione”. E proprio per poter dare più opportunità di lavoro l’associazione ha contattato tutti i McDonald’s di Piemonte e Valle d’Aosta per sensibilizzarli sul tema, facendo capire loro come sia fondamentale dare una seconda opportunità a chi è ancora in carcere, ma potrebbe usufruire dei permessi per lavorare all’esterno, e per chi la condanna l’ha già scontata.
Aosta la prima ad attivarsi - “I fast food hanno un turnover molto elevato di personale - dice Zordan - per cui sono sempre alla ricerca. Il direttore di Aosta è una persona molto sensibile al tema e ha accolto la nostra proposta. E per questo ha subito assunto due ex detenuti che erano appena usciti dal carcere di Brissogne e ora ha dato lavoro ad altri due, che escono al mattino per andare a lavorare e tornano a fine turno. Non hanno mansioni prestabilite. Fanno le stesse attività degli altri colleghi. Cassa compresa. Il direttore ha già fatto altri colloqui, ed è pronto ad assumere altri detenuti”. E aggiunge: “Per il momento il contratto proposto a questi due giovani di origini straniere è di due mesi - dice Zordan - ma questo è previsto per tutti i lavoratori. È la politica dell’azienda. Si tratta di due mesi di prova, ma il contratto può essere rinnovato senza problemi. Fanno tutti lo stesso percorso. Per cui se alla fine della prova hai soddisfatto le performance aziendali vieni assunto, altrimenti il contratto non viene riconfermato. Come è successo a uno dei due ex detenuti assunti a primavera. Il collega invece lavora ancora”.
“Lavoro fondamentale per evitare la recidiva” - Per Seconda Chance “il lavoro è fondamentale e solo così si abbatte la recidiva. Per questo continuiamo ad avviare percorsi in tutti gli istituti di pena, anche perché il mondo carcerario è molto variegato e complesso. E poi, non dobbiamo dimenticarci che nelle nostre carceri ci sono centinaia di persone innocenti e non dobbiamo mai perdere di vista cosa dice la nostra Costituzione: la pena deve essere riabilitativa. Alle aziende che incontriamo diciamo sempre che assumendo un detenuto non fai del bene solo alla persona ma a tutta la collettività. Perché se sai che quella persona quando esce non torna più a delinquere perché ha trovato un lavoro e di conseguenza un riscatto sociale, di rimando ne beneficiamo tutti”. Per i detenuti del carcere di Brissogne le opportunità di trovare un’occupazione proseguono. Nei prossimi giorni, un panificio valdostano farà altri colloqui all’interno dell’istituto penitenziario. Dando così una seconda chance ad altre persone.










