di Francesca Soro
La Stampa, 12 maggio 2019
Il progetto coinvolge otto carcerati: produrrà verdura per le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese. In Valle d'Aosta è nata una mini filiera ortofrutticola dagli "ultimi" agli "ultimi". Decolla il progetto dell'orto carcerario solidale che produrrà verdura per le famiglie della regione che non riescono ad arrivare a fine mese.
L'Avvc-Associazione valdostana volontariato carcerario ha lanciato nel carcere di Brissogne (circa 200 detenuti) la nuova iniziativa benefica: 150 metri quadrati di terreno dentro le mura, coltivato da otto detenuti sotto la guida di un esperto della cooperativa Mont Fallère, rifornirà di prodotti freschi l'emporio solidale "Quotidiamo", nel capoluogo regionale, centro che distribuisce generi di prima necessità alla popolazione aostana in stato di disagio economico.
I muscoli e la buona volontà dei detenuti divisi in due squadre per tre giorni a settimana e coordinati dai volontari dell'Associazione e della cooperativa, sono sostenuti dalla Compagnia di San Paolo che ha trovato il progetto virtuoso. "Siamo all'inizio - dice Maurizio Bergamini, presidente dell'Avvc - ma crediamo che questo progetto sia un vero e proprio ponte "agro-solidale" tra il mondo dentro le mura e quello fuori. La sofferenza e il disagio si trovano in entrambi, ma questo non impedisce loro di aiutarsi".
Il gruppo di detenuti a Brissogne che ha scelto di lavorare la terra di un'area quasi dismessa della casa circondariale, seminerà, annaffierà e curerà filari di piantine i cui frutti saranno, durante l'estate e l'autunno, raccolti in cassette e portati all'emporio. Lì i volontari li esporranno negli scaffali a disposizione delle circa 90 famiglie bisognose iscritte dai servizi sociali per la spesa. "In passato avevamo già provato con una coltivazione, ma i detenuti non si mettevano d'accordo con la destinazione dei frutti del loro lavoro.
Questa volta l'obiettivo è chiaro: provvedere alla spesa di chi non ha i soldi per mettere i pasti in tavola ogni giorno. La verdura non resterà qui" dice Bergamini. L'Avvc punta sull'agroalimentare da tempo: "Abbiamo provato con il miele e poi nel 2017 siamo partiti con un campo di zafferano recuperando una parte incolta lungo il perimetro del carcere - dice il presidente dell'associazione La terra è bassa - trampolino per andare oltre i muri".









