aostasera.it, 16 luglio 2024
L’uomo, il 42enne Mauro Rosso, si è sentito male lunedì scorso e, dopo i soccorsi nel penitenziario, è stato trasportato al “Parini”, dove è deceduto cinque giorni dopo, senza mai riprendersi. La Procura della Repubblica indaga sulla morte di un 42enne di Biella, Mauro Rosso, avvenuta sabato scorso all’ospedale “Parini”, dov’era ricoverato dopo essere stato colpito da un malore, mentre era detenuto nel carcere di Brissogne. Si trovava nel penitenziario valdostano per scontare un cumulo di pene per diversi reati. È stata la moglie a depositare una denuncia sui fatti, chiedendo di fare luce sull’accaduto. È stato così aperto un fascicolo per omicidio colposo, affidato al pm Manlio D’Ambrosi.
I riscontri iniziali orienterebbero verso cause naturali, ma per dirimere i dubbi la Procura ha richiesto l’autopsia, un atto considerato dovuto viste le circostanze, che sarà effettuata domani. Rosso, che era in stato clinico grave da tempo, dopo il malore e i soccorsi nel carcere da parte della Polizia penitenziaria e la rianimazione del medico in servizio, era stato trasportato al “Parini” nella giornata di lunedì scorso. Ricoverato, è rimasto in coma fino al giorno in cui il suo cuore si è fermato per sempre. L’uomo a Biella era stato al centro di numerosi episodi di cronaca. Quello più grave risale al 2016 quando, nella funicolare della cittadina piemontese, aveva aggredito un imprenditore della zona, cui aveva chiesto una sigaretta e, ricevuto un rifiuto, aveva tentato di colpirlo con il coperchio di un tombino.











