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di Francesca Soro


La Stampa, 19 febbraio 2021

 

Vendite ferme a causa dello stop di mercatini e fiere: "Chi desidera fare un acquisto solidale ci scriva". Senza mercatini e fiere ormai assenti da mesi, è difficile per i piccoli produttori agricoli piazzare il frutto del loro lavoro nei campi. E questo vale anche quando il campo è all'interno della casa circondariale. L'Associazione volontariato carcerario Onlus (Avvc), attiva nel carcere di Brissogne, lancia un appello ai cittadini: "La mancata edizione della Fiera di Sant'Orso ci ha privati della nostra consueta vetrina. Se per quanto riguarda i lavori in legno possiamo dire "sarà per la prossima volta", non vale altrettanto per quanto riguarda la nostra piccola produzione di zafferano".

Come fare? "Chi volesse effettuare un acquisto solidale (0,5 grammi di zafferano a soli 12 euro) può scrivere alla nostra email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Ci siamo organizzati con volontari disponibili per farvi avere questa preziosa spezia. Il denaro raccolto è interamente reinvestito in iniziative in favore della popolazione detenuta, in particolare quella priva di sostegno familiare".

Il progetto agricolo carcerario dell'Avvc era stato premiato con il Premio del volontariato regionale 2016, patrocinato dal Consiglio Valle.

"Assieme ad alcuni detenuti disponibili al lavoro volontario abbiamo recuperato un'area dismessa all'interno del perimetro del carcere impiantandovi un migliaio di bulbi acquistati da un'azienda specializzata in Sardegna. Gli stessi detenuti ne hanno curato la manutenzione e con l'arrivo dell'autunno sono sbocciati i primi fiori, permettendo così di effettuare il primo raccolto" racconta Maurizio Bergamini, presidente dell'associazione. I detenuti al carcere di Brissogne si avvicendano velocemente, "ma anche se ogni anno cambiano i protagonisti umani, la natura segue il suo corso e le piante si sono rafforzate e moltiplicate, moltiplicando il primo raccolto che è arrivato a 60 grammi". Cambiano le persone ma il sapere agricolo rimane: "I detenuti si sono "tramandati" il know-how passato loro dal nostro primo consulente e pur con metodi un po' caserecci, riescono ad ottenere un prodotto di qualità, che merita essere lavorato e degustato con attenzione". Ci lavorano in tre.

L'obiettivo del progetto "non è quello di mettere sul mercato una merce, ma quello di fornire ai detenyti una triplice opportunità" sottolinea il presidente. Spiega: "Innanzitutto un momento di attività all'aperto (sempre gradito), poi un gettone di presenza erogato a sorpresa, dato che i detenuti si candidano convinti di lavorare gratis, e infine una competenza tecnica che può rientrare nel bagaglio di conoscenze individuali".

L'ultimo aspetto è quasi un ponte con la vita che li aspetta fuori dal carcere. "Alcune persone di estrazione contadina ci hanno detto di volerci riprovare una volta ottenuta la libertà". Lo zafferano in vendita ora è stato raccolto a ottobre 2020. "Purtroppo il secondo lockdown ci ha impedito di completare il lavoro con la consueta confezione con etichetta in cartoncino legata con la rafia, ma il prodotto è ottimo!".