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rainews.it, 25 agosto 2024

L’unico in organico è in aspettativa per nove mesi. In visita all’istituto penitenziario valdostano, lo rilevano i Radicali italiani che annunciano la sesta denuncia per tortura. Da Ivrea al mattino, nel pomeriggio di sabato 24 agosto è arrivata a Brissogne la ricognizione nazionale degli istituti di pena da parte dei Radicali italiani, che in quello valdostano denunciano disagio fra le persone detenute e l’assenza di educatori. “L’unico su una pianta organica di tre è in aspettativa per nove mesi” precisa Filippo Blengino, tesoriere del partito.

Così, dopo quelle presentate alle Procure di Roma, Torino, Napoli e Firenze, Blengino annuncia altre due denunce al ministro della Giustizia Carlo Nordio: una quinta per la casa circondariale di Ivrea e una sesta per quella di Brissogne. “L’omissione di interventi volti a porre fine a situazioni drammatiche di sovraffollamento o problemi psichiatrici e strutturali - spiega Blengino - è configurabile come reato di tortura”.

Nelle due ore e mezzo di visita effettuata con Flavio Martino coordinatore regionale di +Europa e a Claudio Marengo del Partito radicale, sono emerse anche carenze di organico degli agenti di Polizia penitenziaria. “Personale che fa del suo meglio - sottolinea Claudio Marengo - anche in presenza di un’altissima percentuale di detenuti stranieri con evidenti problemi di comunicazione”. In virtù di un recente decreto ministeriale che dispone lo scorrimento in graduatoria di 12 unità dal concorso del 2022 (per 104 posti, elevati a 236”, due nuovi educatori sono attesi per il prossimo 2 settembre a Brissogne.