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di Francesco Machina Grifeo

 

Il Sole 24 Ore, 7 dicembre 2020

 

Slitta al 9 dicembre l'esame degli emendamenti, in programma nel fine settimana, da parte delle Commissioni congiunte Bilancio e Finanze del Senato, il testo dunque potrebbe andare in Aula il 14 o il 15 dicembre. Dopo la lettera di qualche giorno con cui le Camere penali invitavano il Ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, ad emendare "l'insensata e pericolosa norma" del Dl Ristori bis che, per il periodo di emergenza Covid-19, ha previsto come modalità ordinaria l'appello penale da remoto, arrivano gli emendamenti della Lega, prime firme Pillon e Ostellari, volti a ripristinare le udienze in presenza. Anche Forza Italia è sulla medesima linea. Una sponda nel corso dell'esame congiunto da parte delle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato potrebbe trovare da Italia Viva. La seduta inizialmente in programma per questo fine settimana è però slittata al 9 dicembre, il testo dunque potrebbe andare in Aula il 14 o il 15 dicembre.

Il testo che sostituisce l'articolo 23-bis del Dl 149/2020 prevede infatti un rovesciamento del paradigma per cui nella decisione sugli appelli proposti contro le sentenze di primo grado la Corte di appello procede sempre con la presenza del pubblico ministero e di tutte le parti private a meno che queste, unanimemente, o su richiesta di una di esse, e con il consenso delle altre parti prestato entro il settimo giorno precedente l'udienza, richiedono di procedere in modo cartolare. Si dispone quindi il contrario di quanto introdotto dal Ristori bis che prevede come base il procedimento cartolare.

Nel caso invece in cui le parti sono concordi nel procedere in modo cartolare, entro il decimo giorno precedente l'udienza, il PM formula le sue conclusioni con atto trasmesso in cancelleria per via telematica. La cancelleria poi invia l'atto immediatamente, sempre per via telematica, ai difensori delle altre parti che, entro il quinto giorno antecedente l'udienza, possono presentare le conclusioni con atto scritto. Ed alla deliberazione si procede con le modalità da remoto.

La richiesta di procedura cartolare è formulata per iscritto dal PM o dal difensore entro il termine perentorio di quindici giorni liberi prima dell'udienza ed è trasmessa alla cancelleria della corte di appello. Entro lo stesso termine perentorio e con le medesime modalità l'imputato formula, a mezzo del difensore, la richiesta di procedere cartolarmente. Contro l'appello cartolare nei giorni scorsi si era mossa anche Forza Italia con la presentazione di una serie di emendamento che prevedono la soppressione della Camera di consiglio da remoto in appello, l'esclusione dell'incidente probatorio con modalità a distanza, ed il ricorso al portale telematico.

Anche il Presidente Ucpi Caiazza qualche giorno fa si è rivolto direttamente al Ministro Bonafede per censurare la norma che consente ai giudici dei Collegi di Corte di Appello di celebrare le Camere di Consiglio da remoto quando il difensore scelga di non chiedere la trattazione del processo in aula. Per Caiazza infatti "la lontananza dalla Cancelleria della sezione farà sì che solo il relatore avrà la disponibilità degli atti (e nei casi di più impegnativa dimensione, nemmeno lui!)". Inoltre, la previsione potrebbe essere controproducente proprio sul fronte contagi, spingendo il legale "appena coscienzioso" a chiedere la trattazione orale anche quando avrebbe potuto valutare di farne a meno. "Un classico caso di eterogenesi dei fini: si vuole ottenere la riduzione delle presenze fisiche nelle aule, raggiungendosi il risultato esattamente contrario". Infine, l'Ucpi richiama l'esperienza dei Protocolli sottoscritti dalle Camere penali locali con le Corti di Appello, in particolare quella di Roma dove si è sancito che "mai, in ogni caso, le Camere di Consiglio saranno celebrate da remoto. Parliamo della più grande Corte di Appello d'Italia - concude Caiazza - e sono certo che presto seguiranno altre iniziative analoghe".