di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 19 maggio 2021
Il 5 aprile Abdulrahman al-Sadhan, un dipendente saudita della Mezzaluna Rossa di 37 anni, è stato condannato dal Tribunale penale specializzato a 20 anni di carcere che dovranno essere seguiti da un divieto di viaggio all'estero per altri 20 anni. Arrestato nel 2018, al-Sadhan è stato vittima di sparizione forzata per quasi due anni. Dopo un ulteriore periodo di detenzione preventiva, il 3 marzo è comparso di fronte al tribunale speciale che si occupa di terrorismo, che al termine di un processo farsesco lo ha condannato per finanziamento del terrorismo, sostegno a un'entità terrorista, offesa a istituzioni e funzionari dello stato e diffusione di notizie false su questi ultimi.
Le prove? Duecento pagine di tweet spesso satirici su temi politici e di giustizia sociale, estratti da un account anonimo attribuito ad al-Sadhan, seguite da due paginette di "confessioni", estorte secondo i suoi familiari sotto tortura. Qui l'appello di Amnesty International per chiedere il rilascio dell'ennesimo dissidente finito in carcere in Arabia Saudita.: https://www.amnesty.it/appelli/arabia-saudita-condannato-a-20-anni-di-carcere-per-un-tweet/.











