sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Agi, 2 marzo 2015

 

Lo ha reso noto la moglie, Ensaf Haidar. In una serie di messaggi inviati al quotidiano britannico The Independent, la donna sostiene che i giudici di un tribunale penale saudita vogliono sottoporlo a un nuovo processo per apostasia; e se fosse giudicato colpevole, a questo punto rischierebbe la pena di morte. La donna riferisce di avere notizie "preoccupanti" fornite da "fonti ufficiali" all'interno del regno. Badawi, 30 anni, è stato condannato per vilipendio dell'Islam; e la pena ha fatto infuriare la comunità internazionale: mille frustate (50 a settimana), dieci anni di reclusione e una multa di un milione di rial, pari a oltre 235.000 euro.

Al giovane per ora è toccata solo la prima 'porzionè di frustate, il 9 gennaio scorso; poi, tutte le fasi successive del supplizio sono state sempre rimandate per motivi di salute (la prima volta, il 15 gennaio, perché un certificato medico del carcere accertava che non era pronto ad affrontare la punizione, considerate le ferite riportate la settimana precedente).

Nel 2013, un giudice saudita aveva già respinto l'accusa di apostasia dopo che il blogger aveva assicurato ai magistrati di esse musulmano; in quel caso tra le prove addotte contro di lui, anche il fatto che avesse premuto il pulsante "Mi piace" sui una pagina di Facebook per cristiani arabi. Adesso si ripresenta il rischio. La donna, che nel frattempo è riparata in Canada insieme ai tre figli, a fine gennaio ha denunciato il costante aggravarsi delle condizioni di salute del marito, affetto da forte ipertensione fin dall'epoca dell'arresto, risalente al giugno 2012.