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di Monica Ricci Sargentini

Corriere della Sera, 23 giugno 2022

Il principe ereditario Mohammed Bin Salman nel giro di pochi giorni ha incontrato il presidente egiziano al Sisi, il re di Giordania Abdullah II, il capo di Stato turco Erdogan e a metà luglio stringerà la mano del presidente americano Joe Biden.

In questo momento si può dire tutto del principe ereditario Mohammed Bin Salman (Mbs) tranne che sia isolato. Nel giro di pochi giorni ha incontrato il presidente egiziano Abdel Fettah al Sisi, il re di Giordania Abdullah II, il capo di Stato turco Recep Tayyip Erdogan e a metà luglio stringerà la mano del presidente americano Joe Biden. Questi ultimi due incontri sanano definitivamente la frattura che si era creata con l’omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi, avvenuta nel consolato di Riad a Istanbul nel 2018. Allora Mbs era stato considerato tra i mandanti dell’omicidio da varie inchieste portate avanti dall’Onu e dalla Cia, lo stesso Erdogan accusava del delitto “le più alte sfere del potere saudita”. Qualche mese fa, in nome degli affari, la marcia indietro di Ankara, il frettoloso trasferimento del processo per l’omicidio a Riad e la visita in Arabia Saudita. Ieri l’accoglienza in pompa magna, con baci e abbracci, nel palazzo presidenziale di Ankara.

Allo stesso modo Biden si è rimangiato la promessa di far pagare a Riad un prezzo per l’assassinio: “Li renderemo i pariah che sono” aveva detto nel 2019, due anni prima di arrivare alla Casa Bianca. Oggi, però, la guerra in Ucraina, i crescenti costi dei carburanti e l’inflazione interna rendono il petrolio saudita talmente strategico da giustificare il cambio di rotta. Soprattutto in vista delle elezioni di midterm.

Il percorso di riabilitazione di Mbs ha indignato molti, in primis Hatice Cengiz, la donna turca che Khashoggi aveva intenzione di sposare. Era proprio per ottenere i documenti necessari alle nozze che il giornalista, quel giorno, si era recato nel consolato saudita di Istanbul. Lei, ieri, ha rilasciato dichiarazioni indignate: “Mi oppongo a tutto ciò. Il corpo di Jamal non è mai stato ritrovato e quelli che lo hanno ucciso sono rimasti impuniti”. Ma, ha sottolineato su Twitter, “la legittimazione che Mbs ottiene con visite in vari Paesi non cambia il fatto che è un assassino”.