di Angela Baldi
La Nazione, 27 ottobre 2026
Il progetto sociale nato all’interno di una Casa Circondariale, protagonisti di una serie radiofonica in onda su RadioFly, la storica emittente di Arezzo. “Cellamusica”, una band e un progetto sociale nato all’interno di una Casa Circondariale, protagonisti di una serie radiofonica in onda su RadioFly, la storica emittente di Arezzo. Obiettivo del progetto, quello di trasformare l’esperienza carceraria in un percorso di inclusione, speranza, riscatto sociale e continuità artistica anche dopo la scarcerazione. Il gruppo prosegue infatti l’attività con concerti all’esterno e brani disponibili su Spotify. Cellamusica è una band nata all’interno della Casa Circondariale di Santo Spirito a Siena.
Il gruppo unisce persone provenienti da realtà molto diverse tra loro. Si va dagli agenti e personale della Polizia Penitenziaria a detenuti ed ex detenuti, ma anche volontari, assistenti sociali e coordinatori di laboratorio. Il progetto è nato come un laboratorio musicale dentro il carcere senese, trasformandosi in una vera e propria band che continua a suonare anche all’esterno dopo la scarcerazione dei componenti. InnocentEvasione è il progetto che ha dato vita a uno spettacolo e alla registrazione di brani inediti e cover (raccolti anche in un Cd e presenti su piattaforme come Spotify). La musica diventa così un ponte di inclusione e un percorso di speranza che unisce il carcere alla comunità esterna. “Con Radiofly abbiamo fatto nove puntate di un podcast con il gruppo rock Cellamusica - spiega Giuseppe Misuri fondatore di Radio Fly - si tratta di un progetto nato nella casa circondariale di Santo Spirito di Siena. Cellamusica sono una rock band formata da detenuti, ex detenuti, guardie carcerari, un progetto per dare modo di trovare una strada a chi è dentro e per cercare di avere anche una continuazione in vista dell’uscita dal carcere. Per realizzare i podcast sono stato personalmente anche all’interno della casa circondariale per realizzare delle interviste ai detenuti che partecipano al progetto. Sono venute fuori delle cose che noi che siamo fuori non percepiamo più”.
“I carcerati hanno realizzato dei brani, ognuno ha dato il suo contributo e l’ha spiegato - dice Misuri - Il progetto è stato ripreso anche dalla Rai. L’esperienza umana che ho fatto personalmente è stata una cosa incredibile. Essere di fronte a ex detenuti, o anche a detenuti quando siamo andati dentro, con le loro percezioni del tempo, con quello che gli manca, come per esempio vedere la luna e la notte, è stato molto toccante. Sono loro i primi a dire che sono lì dentro perché hanno sbagliato, questo progetto gli ha dato un’opportunità, hanno creato una cosa molto bella”.









