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www.parlamento.toscana.it, 17 febbraio 2015

 

"Inammissibile lo stop improvviso ai lavori di ristrutturazione". Lo ha dichiarato il garante regionale dei detenuti dopo la visita alla struttura penitenziaria: Oggi, martedì 17 febbraio alle 10, incontro di lavoro con i garanti per i detenuti delle realtà locali regionali.

"La situazione del carcere di Arezzo non è affatto migliorata. Anzi, è peggiorata. E circa l'abbandono dei lavori di ristrutturazione da parte dell'impresa incaricata, se non otterrò risposte adeguate dovrò prendere in considerazione l'ipotesi di un esposto alla procura perché si valuti se ci sono responsabilità nell'utilizzo del denaro pubblico". Lo ha dichiarato il garante dei detenuti della Regione Toscana, Franco Corleone, dopo il sopralluogo di questa mattina al carcere di Arezzo, prima tappa di una serie di visite che nei prossimi giorni interesseranno i penitenziari di Prato, Lucca e Pisa.

"Nonostante l'impegno dei consiglieri regionali, che hanno presentato e approvato più di una mozione, e nonostante gli interventi dei parlamentari, la situazione del carcere di Arezzo risulta offensiva", ha sottolineato Corleone. "Il deterioramento avanza. Adesso per spostarsi da una sezione all'altra servono gli stivali. Il guano è alto almeno dieci centimetri e non è infrequente imbattersi in cadaveri rinsecchiti di piccione".

Il garante ha definito "impressionante" la stato di molte sezioni che "sono completamente abbandonate, come dopo un terremoto, con letti e materassi lasciati a sé stessi, così come i libri della biblioteca, le chitarre della sala e i computer della sala informatica". Tutto ciò è il risultato dei lavori di ristrutturazione, iniziati ma "interrotti improvvisamente". "Da quel momento", ha aggiunto Corleone, "è iniziato lo scarica barile tra l'Amministrazione penitenziaria e il commissario straordinario per l'edilizia carceraria. Domani i garanti dei detenuti della Toscana incontreranno il provveditore regionale e, se non ci saranno risposte sulla situazione di Arezzo, scriverò al dipartimento nazionale. Se anche in questo caso non avrò risposte valuterò l'ipotesi di presentare un esposto alla procura di Arezzo".

Riguardo alla situazione dei detenuti, Corleone ha detto che ad oggi le persone incarcerate ad Arezzo sono 22, "ma con la ristrutturazione la struttura potrebbe ospitarne circa 100". Le sezioni utili, ha spiegato il garante, sono due: quella degli arrestati e quella dei collaboratori di giustizia (attualmente sono sei). Quest'ultima sezione è stata definita "abbastanza decente, anche se priva di laboratori dove svolgere una qualche attività", mentre la sezione degli arrestati e la micro sezione dei semiliberi "hanno celle piccole, passeggi angusti di sei metri per uno, reti sopra la testa, come ci si trovasse in un carcere di massima sicurezza".

Il garante regionale ha riferito che il direttore del carcere "ha proposto all'amministrazione penitenziaria un finanziamento per migliorare le condizioni di vita ed igienico sanitarie delle celle, "dove in molti casi i due detenuti devono condividere il wc senza alcun tipo di riservatezza, una situazione che è inaccettabile per la dignità della persona" e che è segno di inciviltà".

"Spero", ha concluso, "che questi lavori di emergenza siano fatti al più presto, ma la questione della finta ristrutturazione, ci si è limitati solo a ritinteggiare le pareti esterne, va assolutamente risolta, anche perché ha provocato danni aggiuntivi, come aver ostruito l'accesso alla palestra. È una struttura che va riconcepita e serve un'assunzione di responsabilità da chi la può esercitare, perché ci sono gli atti del Consiglio regionale e quelli dei parlamentari che non possono essere ignorati". Domani, martedì 17 febbraio alle ore 10, presso il Consiglio regionale, Corleone avrà un incontro di lavoro con i garanti per i detenuti delle realtà locali regionali. Infine, dopodomani, mercoledì 18 febbraio, Corleone visiterà il carcere della Dogaia a Prato.

 

Brogi (Pd): i lavori di ristrutturazione devono andare avanti

 

Enzo Brogi consigliere regionale del Partito Democratico, in merito alla situazione dell'istituto penitenziario aretino. "È inaccettabile che sia tutto fermo. È inaccettabile che i lavori di ristrutturazione del carcere aretino non siano ancora ripartiti. A fronte di tutto questo, la situazione di partenza non può che essere peggiorata: così oggi ci troviamo di fronte a una realtà fatiscente, malsana e inadeguata. Pertanto, capisco e condivido l'allarme che lancia il garante dei detenuti regionale, Franco Corleone, che in questi giorni sta facendo dei sopralluoghi in alcuni penitenziari della Toscana. Nella nostra regione, così come nel resto del Paese, quasi tutti gli istituti hanno il problema del sovraffollamento. Ad Arezzo abbiamo un carcere semivuoto e inagibile, il quale, se ristrutturato, potrebbe dare respiro a diversi penitenziari, e soprattutto offrire condizioni di vita migliori a tanti detenuti".