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di Marco Antonucci

Corriere di Arezzo, 16 settembre 2026

Un carcere “fatiscente, con celle anguste e servizi igienici insufficienti”. Il verdetto degli avvocati aretini dopo la visita alla casa circondariale è perentorio: “Serve un nuovo progetto che possa prevedere se non una nuova ubicazione di tutta la struttura quantomeno la realizzazione di una nuova ala costruita con criteri più moderni ed efficienti”. Una delegazione della Camera Penale di Arezzo, guidata dal presidente Andrea Frosali e con il consiglio direttivo al completo - gli avvocati Roberto Piccolo, Stefano Arrighi, Andrea Panozzi, Laura Tani, Anna Boncompagni e Samuele Faralli - ha visitato la struttura carceraria di via Garibaldi la mattina del 27 agosto.

“Il carcere di Arezzo, non lo scopriamo da adesso - sottolinea l’avvocato Andrea Frosali - si presenta fatiscente, poco funzionale, poco luminoso, privo di qualsiasi spazio esterno non cementificato, con celle anguste e servizi igienici insufficienti ed anche la speranza di poter disporre nel prossimo futuro di una struttura finalmente idonea, risulta frustrata anche dallo stato delle opere cantierizzate ma ferme oramai da anni. Invero, anche volendo ipotizzare una ripresa dei lavori in tempi brevi, l’impressione è quella che si potrebbe giungere alla fine di questo rocambolesco appalto solo ad un consistente aumento del livello quantitativo (circa 80 posti in più) senza tuttavia raggiungere significativi miglioramenti sul piano qualitativo”.

“Nonostante poi, il numero dei detenuti sia esiguo se rapportato ad altre strutture carcerarie - i reclusi attualmente sono poco più di 40 - a causa della inagibilità dei due terzi della struttura, i detenuti si trovano stipati in quel terzo disponibile e quindi in spazi oltremodo ristretti. Del resto - continua il presidente della Camera Penale di Arezzo anche le condizioni di lavoro del Corpo di Polizia penitenziaria non sono ottimali, poiché, sebbene di poco sotto organico, gli agenti si trovano a dover vigilare sulla sicurezza in una struttura ben poco funzionale e logisticamente difficile da controllare anche per la presenza del cantiere”.

“La soluzione da considerare quindi, a nostro modo di vedere, sarebbe senz’altro quella di riconsiderare un progetto di ristrutturazione ormai divenuto obsoleto, per ripensare con coraggio e in sinergia con il Comune di Arezzo a un nuovo progetto che possa prevedere se non una nuova ubicazione di tutta la struttura, quantomeno la realizzazione di una nuova ala costruita con criteri più moderni ed efficienti a costo di demolire volumetria esistente e o acquisire l’uso di locali confinanti con creazione di un minimo di spazi verdi e di socialità vera”. Le considerazioni della Camera Penale di Arezzo saranno portate all’attenzione della giornata di studi, in programma a Firenze sabato 19 settembre, organizzata dall’Unione Camere Penali Italiane sul tema “Lo stato generale dell’esecuzione penale. Anatomia di un disastro: analisi e proposte”. Il convegno affronterà il problema partendo proprio da quella fotografia “scattata” anche a seguito dell’iniziativa organizzata dall’Osservatorio carceri dell’Ucpi che ha visto oltre cento Camere penali territoriali italiane in visita da luglio ad agosto negli istituti di pena.