di Katiuscia Guarino
Il Mattino, 17 settembre 2024
Si è tolto la vita John Ogais, il detenuto nigeriano ristretto nel carcere di Ariano Irpino che l’altra notte aveva appiccato un incendio nella cella e poi aveva aggredito tre agenti mandandololi all’ospedale. È stato trovato impiccato nella cella di isolamento. Gli agenti hanno tentato di strapparlo alla morte. Purtroppo, è stato inutile. Il detenuto aveva 32 anni.
Era stato ristretto per reati connessi all’immigrazione clandestina. Era stato trasferito dal carcere di Avellino a quello del Tricolle. Soffriva di problemi psichici. Si era reso protagonista in più occasioni di episodi violenti nei confronti dei poliziotti e degli altri detenuti. L’altro ieri aveva creato tensioni nella sezione dove era ristretto. Aveva incendiato la cella appiccando il fuoco al materasso e alle suppellettili. Non solo. Aveva aggredito gli agenti intervenuti per domare l’incendio. Tre poliziotti sono rimasti feriti.
Sono stati trasportati in ospedale. Hanno rimediato dai 15 ai 30 giorni di prognosi. Uno ha riportato una frattura a una gamba, altri due sono stati colpiti alle braccia con un oggetto contundente ricavato dalle suppellettili della cella. Mentre altri poliziotti sono rimasti intossicati dai fumi sprigionati dal rogo. Faccio un appello alla Regione affinché si apra un tavolo sulla gestione della salute mentale. Convocherò i direttori delle Asl per un confronto per cercare di trovare soluzioni”, fa sapere il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, Lucia Castellano. Che aggiunge: “I detenuti con tali problemi sono difficili da gestire nel carcere. Gli agenti fanno sforzi notevoli”. “Il detenuto - aggiunge l’Osapp - era noto per comportamenti violenti anche contro i compagni di detenzione, era stato oggetto di ripetute richieste da parte della direzione del carcere per un suo trasferimento”.
“Sale così a 71 la tremenda conta dei reclusi che si sono suicidati dall’inizio dell’anno, cui vanno aggiunti 7 appartenenti alla Polizia penitenziaria - evidenzia Gennarino De Fazio della Uil-Pa. Del resto, con 15mila detenuti oltre i posti disponibili, 18mila unità mancanti alla Polizia penitenziaria, strutture fatiscenti, equipaggiamenti approssimativi e disorganizzazione imperante, le prigioni, oltre a essere diffusamente fuori legge, non assolvono a nessuna delle loro funzioni, neanche meramente retributive o contenitive. Al contrario, con omicidi, stupri, risse, aggressioni, violenze d’ogni genere, traffici illeciti, evasioni e molto altro ancora, oltre a rivelarsi piazze di spaccio e scuola del crimine, finiscono per essere dispensatrici di morte, infliggendo a casaccio la pena capitale di fatto. Ribadiamo - rimarca De Fazio - che servono misure efficaci e immediate a partire dal deflazionamento della densità detentiva, dal rafforzamento della Polizia penitenziaria e dall’assicurazione dell’assistenza sanitaria e psichiatrica”.










