di Pasquale Scrima
avellinotoday.it, 19 maggio 2026
L’impegno delle cooperative sociali per il futuro occupazionale e sociale dei detenuti. Ieri pomeriggio, alla presenza dell’Onorevole Franco Mari, è stato affrontato il tema cruciale della cooperazione sociale, con un focus sul lavoro svolto dalla Cooperativa Sociale Artour all’interno della Casa Circondariale di Ariano Irpino. In passato, grazie all’applicazione dell’articolo 21, i detenuti sono stati protagonisti di importanti progetti di inserimento lavorativo legati all’Orto Sociale e all’Artigianato. Queste attività di riscatto e formazione erano state sostenute dalla Caritas Italiana (attraverso i fondi 8x1000) e da S.E. Mons. Melillo, prima che l’emergenza Covid, nel 2020, ne imponesse l’interruzione; da allora, purtroppo, i progetti non sono più ripartiti. Il mio impegno come amministratore sarà quello di promuovere e intercettare finanziamenti per nuove proposte programmatiche, costruite d’intesa tra “pubblico, privato ed enti ecclesiastici”.
L’obiettivo è creare una filiera virtuosa che offra concrete opportunità a 360 gradi: per i detenuti, in termini di riabilitazione e riscatto sociale. Per le realtà del territorio, coinvolgendo attivamente cooperative sociali, aziende agricole ed enti di formazione. Per l’intera comunità, generando un indotto economico resiliente, etico e di valore per l’intera area arianese e l’area vasta. “Colgo l’occasione per ringraziare sentitamente il Direttore, il Comandante e tutto il prezioso personale della Casa Circondariale di Ariano Irpino, quotidianamente impegnati nel garantire la sicurezza. Quello della Polizia Penitenziaria è un lavoro usurante, svolto spesso in condizioni di sotto-organico, ma portato avanti in modo eccellente grazie a un’altissima professionalità e a un profondo senso di responsabilità”.











