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di Gianluca Di Feo

La Repubblica, 20 luglio 2022

La procura accusa Si Cobas e Usb di associazione per delinquere. Ma i subappalti negli hub della logistica sono spesso paragonati a un Far West e quelle delle due rappresentanze sono battaglie sindacali, non opera di delinquenti.

Può un’attività sindacale configurare un’associazione per delinquere? Al di fuori dei singoli episodi, che verranno vagliati dai tribunali, la scelta di contestare il reato associativo a due rappresentanze di lavoratori fa discutere. La procura di Piacenza, guidata da un magistrato esperto come Grazia Pradella che ha condotto difficili istruttorie sul terrorismo, legge una serie di dinamiche in un’ottica criminale con l’intento di dimostrare come la lotta dei sindacati di base Si Cobas e Usb nel grande hub della logistica è stata dura ma non pura, perché finalizzata a un interesse economico. Quale? “Lucrare gli introiti derivanti dalle tessere e dalle conciliazioni (ndr con le aziende) nonché consolidare il potere clientelare in grado di garantire assunzioni su base clientelare, stabilizzazioni ma anche ricche buonuscite in caso di cambio appalto”.

Ammesso che questi addebiti vengano provati, la lottizzazione delle assunzioni è una prassi diffusa nel nostro Paese, anche e soprattutto negli uffici pubblici: una questione morale - come denunciò Enrico Berlinguer nella celebre intervista a Eugenio Scalfari - mai considerata di rilevanza penale. Stabilizzazioni e buonuscite per i lavoratori, così come i tesseramenti, invece non paiono patologie ma aspetti virtuosi dell’attività sindacale.

A Piacenza, però, secondo i magistrati le mobilitazioni di Si Cobas e Ubs non sarebbero nate dalle condizioni di sfruttamento nel settore della logistica, quello dove regna un meccanismo di subappalti spesso paragonato al Far West e dove un operaio è stato ucciso da un camion durante una protesta, bensì da un duello tra i due sindacati che ha assunto una dimensione delinquenziale perché “alimentavano il conflitto nei magazzini, provocando scontri con la parte datoriale, con la cooperativa che appaltava la manodopera, ovvero con appartenenti alla sigla avversa, così alimentando il proprio potere e, usciti vittoriosi dal conflitto, ottenendo l’affiliazione di più lavoratori, assicurandosi i proventi di tessere e conciliazioni”.

Le rappresentanze di base hanno una loro storia, fatta di confronti condotti con ostinazione e talvolta fuori dalle regole. L’ordinanza parla di picchetti e serrate, di “rallentamenti pretestuosi e strumentali dell’attività lavorativa”, qualifica come “sabotaggi” l’uso dei freni di emergenza per fermare lo smistamento dei pacchi. Sono comunque battaglie sindacali, non l’opera di una banda di delinquenti.