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di Peppe Ercoli

Il Resto del Carlino, 9 settembre 2025

Il viceministro della Giustizia Paolo Sisto ha visitato ieri il carcere di Ascoli annunciando alcune novità. Dopo un sopralluogo nei diversi reparti detentivi, il rappresentante del Governo ha preso parte a una riunione con le sigle sindacali della polizia penitenziaria, alla presenza della direttrice dell’istituto Daniela Valentini, del provveditore del distretto marchigiano Silvio Di Gregorio, del comandante facente funzione e della responsabile regionale della sanità per le Marche, Monica Acciarri. Sisto ha annunciato un intervento strutturale sulle sezioni giudiziarie e sul reparto Marino, che sarà destinato esclusivamente ai detenuti classificati AS/3 (Alta Sicurezza), per i quali verranno predisposte attività lavorative, scolastiche e ricreative specifiche.

Dal canto loro, le organizzazioni sindacali hanno ribadito la richiesta di una soluzione definitiva per il reparto Atsm e per la sezione Osservandi dell’Infermeria, questioni già discusse nel tavolo tecnico di agosto presso la Regione Marche, con la partecipazione delle autorità penitenziarie e sanitarie competenti in materia di salute mentale. Il vice ministro ha inoltre annunciato un incremento dell’organico, sottolineando “il delicato lavoro che quotidianamente svolgono gli uomini e le donne della polizia penitenziaria” all’interno dell’istituto.

Le novità annunciate arrivano a pochi mesi di distanza dalla visita compiuta ad Ascoli, lo scorso giugno, dal cardinale Matteo Zuppi. In quell’occasione il presidente della Cei aveva evidenziato come per un detenuto la speranza passi “attraverso mezzi fondamentali come lo studio, il lavoro, la qualificazione e l’accompagnamento nel momento in cui, acquisite delle competenze, al momento di tornare in società sappia come integrarsi”.

Zuppi aveva inoltre ricordato che “il rapporto fra carcere e territorio che lo circonda è fondamentale per il recupero di un detenuto” e che “ci sono carceri modello in Italia, ma lo sono diventate perché la società civile si è adoperata attraverso il volontariato e l’offerta di lavoro”. Il cardinale aveva denunciato il dato nazionale che vede soltanto il 24% dei detenuti italiani impegnati in attività lavorative: “troppo poco, come sono pochi gli educatori presenti negli istituti di pena”, invitando a un impegno comune e a una più stretta collaborazione tra ministero della Giustizia e ministero della Salute. La visita odierna del vice ministro Sisto sembra dunque rappresentare un primo passo concreto nella direzione auspicata dal porporato.