Corriere Adriatico, 14 aprile 2015
Ieri mattina il giudice per le indagini preliminari, Giuliana Filippello ed il pubblico ministero Umberto Monti si sono recati nel carcere di Marino del Tronto per l'interrogatorio di garanzia di Mohamed Ben Alì, il tunisino che deve rispondere del presunto reato di omicidio preterintenzionale per la morte di Achille Mestichelli. Nonostante i tentativi da parte del suo legale di fiducia, Umberto Gramenzi, l'extracomunitario si è rifiutato di comparire davanti al magistrato per fornire la sua versione dei fatti, inscenando una reazione nervosa nella sua cella. Avendo rinunciato ad un suo diritto, ora tutto viene rinviato al giorno in cui sarà fissata la data della prima udienza del processo dove potrebbe anche non presentarsi
Una vicenda che ancora presenta dei punti da chiarire. Da quanto è emerso dalla prima testimonianza resa da Mohamed Ben Alì, tunisino di 25 anni, che si trovava in carcere per un reato di droga, all'interno della cella nella quale si trovava recluso unitamente ad Achille Mestichelli ed altri quattro detenuti, due extracomunitari e due italiani, fra i due scoppiò una violenta discussione. Secondo l'accusa Ben Alì dette una spinta a Mestichelli che perse l'equilibrio andando a battere violentemente il capo sul pavimento finendo in coma. Dopo tre giorni di agonia all'ospedale Torrette di Ancona il cinquantatreenne cessò di vivere.
Vennero interrogati anche i quattro compagni di cella in modo da poter ricostruire fedelmente l'accaduto. Nessuno però fornì elementi utili. Secondo un'indiscrezione dall'esame dell'autopsia sarebbe emersa l'incompatibilità fra le ferite riportate da Achille Mestichelli rispetto a quelle che avrebbe potuto provocare battendo il capo, seppur con una certa violenza, sul pavimento.









