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Il Resto del Carlino, 17 luglio 2024

Era un giorno di festa l’8 dicembre del 2021. Era il giorno dell’Immacolata. Si sa che in soggetti fragili trascorrere le feste da soli, in ambienti non accoglienti e in compagnia di personaggi discutibili non è il massimo. E c’è chi cede e decide di farla finita. È quello che ha fatto quel giorno un giovane detenuto nel carcere di Ascoli che si è impiccato all’interno della sua cella. Una morte per la quale sono finiti sotto processo la direttrice del carcere, un medico, il comandante del reparto di alta sicurezza 3, l’addetto alla vigilanza, un assistente addetto alla vigilanza. Dovevano rispondere dell’ipotesi di reato di omicidio colposo per non essere riusciti ad evitarlo.

Un omesso controllo dal quale sono però stati tutti assolti gli operatori del carcere ascolano, difesi dall’avvocato Simone Matraxia. L’uomo era detenuto in regime di grande sorveglianza e la mattina della Festa dell’Immacolata del 2021 si impiccò. Già due giorni prima aveva mandato segnali di volerla fare finita. Secondo l’accusa, ognuno per le sue funzioni, i cinque operatori del carcere di Marino del Tronto non avevano adottato tutte le precauzioni necessarie.

Per la Procura il loro era un “ruolo di garanzia con riguardo alla salute e all’incolumità del detenuto” del quale “sottovalutarono le ideazioni autolesive, i sintomi legati alla sua fragilità psichica in quanto soggetto affetto da depressione e pregresso uso di sostanze”. I familiari del detenuto hanno presentato un esposto dopo l’archiviazione. L’opposizione dei familiari ha portato la vicenda davanti al giudice Annalisa Giusti che non ha ravvisato responsabilità nella condotta degli imputati. In sintesi, nell’assolvere tutti, il giudice Giusti ha rilevato che “l’evento suicidio pur considerabile come prevedibile in astratto, alla luce della fragilità psichiatrica mostrata dal detenuto, non era nel caso concreto prevedibile, come dimostrato dall’inefficacia delle misure di tutela a disposizione adottate: stretta sorveglianza, ripetute visite mediche, interessamento del funzionario pedagogico, vicinanza degli altri detenuti per come è emerso dalle loro dichiarazioni”. Inoltre il magistrato si sofferma sul breve lasso di tempo trascorso fra l’aver manifestato l’intento suicidario (la sera del 6 dicembre 2021) e la realizzazione dell’evento (mattina dell’8 dicembre 2021).