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www.veratv.it, 10 aprile 2015

 

Ha tentato la scorsa notte di togliersi la vita impiccandosi nel bagno della cella del carcere di Marino del Tronto dove è rinchiuso perché accusato di essere coinvolto in un traffico di sostanze stupefacenti. Da febbraio però Ben Alì è inoltre accusato di omicidio preterintenzionale. Il tunisino infatti avrebbe avuto una violenta lite con Nicola Mestichelli, 52enne ascolano che con Ben Alì divideva i pochi metri della cella.

Una lite finita poi in tragedia: È stato lo stesso Ben Alì a raccontare come sarebbero andati i fatti: durante la rissa avrebbe spinto Achille Mestichelli il quale è caduto battendo il capo sul pavimento. Ricoverato all'ospedale Torrette di Ancona, l'uomo, originario di Castel di Lama, è morto dopo un'agonia durata tre giorni. Proprio mercoledì, Ben Ali doveva essere interrogato in carcere dal giudice Giuliana Filippello, ma nella notte di martedì il tunisino ha tentato di togliersi la vita. Ad accorgersi di quello che stava accadendo è stato un agente della polizia penitenziaria il cui intervento ha evitato il peggio: Mohamed Ben Alì è ora ricoverato nel reparto di Psichiatria dell'ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto, le sue condizioni non sono gravi.

La vicenda relativa alla morte di Mestichelli che sembra essere stata chiarita dalla confessione di Ben Alì presenta invece ancora molti lati oscuri: l'autopsia, condotta dal professor Adriano Tagliabracci sul corpo di Mestichelli e durata oltre quattro ore, rivelò un quadro ben più grave. Infatti pur in assenza di ecchimosi diffuse, il medico legale riscontrò sul cadavere la frattura dell'osso temporale del cranio causa della morte, ma anche di sette costole, di una vertebra lombare, del bacino e della milza. Lesioni che non sarebbero compatibili con l'ipotesi di ferite provocate da una caduta a terra, conseguenza di una banale spinta, come sostiene invece l'indagato.