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Ristretti Orizzonti, 9 ottobre 2024

La Cittadella di Assisi (Pg) sarà teatro della convention “Le carceri incostituzionali” che si terrà giovedì 17 ottobre dalle 15,00 alle 19,00 e dell’assemblea di venerdì 18 ottobre dalle 10,00 alle 13,00 organizzate dal Movimento No Prison con la presenza, tra l’altro, di don Tonio Dell’Olio (presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi), Livio Ferrari (giornalista, portavoce del Movimento No Prison), Giuseppe Mosconi (sociologo del diritto), Rosa Palavera (docente di diritto penale all’Università degli studi di Urbino), Giovanna Perna (avvocato, componente Osservatorio Carcere Ucpi) ed Elisabetta Zamparutti (componente del “Comitato Europeo Prevenzione Tortura” e “Associazione Nessuno Tocchi Caino”).

“E ora di vivere un tempo responsabile - afferma il portavoce Livio Ferrari - da parte di tutti coloro che gravitano nel circuito penitenziario: ministro, governo, amministrazione penitenziaria, detenuti, agenti, operatori del trattamento, volontariato e società civile, nessuno si senta escluso! Sono trascorsi inesorabilmente i mesi e davanti a tutte le morti, ai numerosi suicidi di persone recluse, le uniche scelte prodotte sono state di approvare un finanziamento per contrastare i suicidi che servirà solo per aumentare il bacino elettorale, non certo per ridurre le morti in carcere, e un decreto legge in fase finale di approvazione che intende inasprire ancora di più le condanne a fronte di un silenzio che dovrebbe così divenire tombale”.

“Non è possibile creare nemici anche nelle patrie galere - continua Ferrari - per un virus alla guerra che sta struggendo la pacifica convivenza che dovrebbe supporre comprensione e rinnovate possibilità anche per chi ha sbagliato e infranto la legge, per alimentare percorsi di ritorno alla legalità”.

Sovraffollamento e suicidi, a livelli inauditi, occupano la scena mediatica del carcere oggi, ma non sono che la punta dell’iceberg di un sistema che manifesta così l’insieme delle contraddizioni e dei paradossi di cui è permeato, della violenza che complessivamente caratterizza le sue logiche. Di fronte a questo dramma, assurda e crudele è la scelta di incancrenire ancora di più la situazione con l’introduzione di nuovi reati, l’aumento delle pene, anche per i minori, la solita risposta muscolare che adotta un certo tipo di politica nell’affrontare i problemi.

L’idea negativa di punire e di creare dolore, soprattutto verso i più fragili e gli emarginati, rappresentati come “nemici”, sta alla base della deleteria cultura degli attuali vertici istituzionali. E tutto ciò conferma ancora una volta l’urgenza di abbandonare il carcere come risposta a problemi che arrivano alla penalità ma sono innanzitutto sociali, e di dischiudere l’orizzonte a politiche alternative di gestione dei reati e alla chiusura di questi ultimi avamposti manicomiali.