sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Dario Ferrara

Italia Oggi, 30 aprile 2022

Entra nel vivo il rimborso delle spese legali agli innocenti. Devono essere presentate online entro il 30 giugno le domande relative alle sole sentenze di assoluzione divenute irrevocabili nel corso del 2021, dopo che il decreto interministeriale Giustizia-Economia ha indicato i criteri per l’erogazione dei rimborsi introdotti dalla legge di bilancio 2021. Ora il ministero della Giustizia offre il manuale utente per l’imputato assolto che deve presentare l’istanza online con l’applicativo ad hoc: è possibile monitorare tutto il ciclo di vita della domanda, dalla presa in carico dell’amministrazione fino al pagamento o a un eventuale rifiuto. Per accedere servono le credenziali Spid di secondo livello: necessario allegare una serie di documenti per dimostrare il pagamento dell’onorario oltre che il passaggio in giudicato della decisione.

Tre tranche. Può ottenere che sia lo Stato a pagare le spese di giudizio chi ha ottenuto l’assoluzione definitiva perché: “il fatto non sussiste”; “non ha commesso il fatto”; “il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato”, a meno che la pronuncia liberatoria non sia dovuta alla depenalizzazione del fatto. La rifusione delle somme pagate al difensore arriva a 10.500 euro: avverrà in tre quote annuali di pari importo dall’anno successivo a quello in cui l’assoluzione è divenuta irrevocabile; ammonta a 8 milioni di euro l’anno il fondo costituito sul bilancio di Via Arenula. Nessun rimborso per chi: è stato assolto per alcuni capi di imputazione ma condannato per altri; ha beneficiato di prescrizione o amnistia; ha ottenuto nel procedimento il patrocinio a spese dello Stato o la condanna del querelante alla rifusione delle spese; ha diritto alla copertura da parte dell’ente da cui dipende.

Tempi e modi. È l’imputato che deve registrarsi alla piattaforma telematica: per minorenni o incapaci l’istanza è presentata dal titolare della responsabilità genitoriale o da chi ha la rappresentanza legale; in caso di decesso, può provvedere uno degli eredi. Più il processo è stato lungo, maggiori sono le possibilità di liquidazione: la priorità va a chi risulta scagionato dalla Cassazione o dal giudice del rinvio in un processo durato oltre otto anni e poi, a seguire, in appello con durata fra cinque e otto anni e dal giudice di primo grado con un giudizio durato un lustro.

Bisogna allegare: atto di esercizio dell’azione penale; sentenza; certificato di passaggio in giudicato. Nella scheda “spese” vanno caricati: atto di nomina del difensore; fattura del legale; bonifico di pagamento; quietanza dell’avvocato; parere di congruità del Consiglio dell’Ordine. L’upload comprende denuncia dei redditi o autodichiarazione che il modello non è stato presentato. È necessario indicare le coordinate del conto corrente bancario o postale dove si vuole ottenere il bonifico e l’indirizzo di posta elettronica, certificata o semplice, ove ricevere le comunicazioni sull’esito dell’istanza. Dall’anno prossimo domande fra il primo gennaio e il 31 marzo.