sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Antonio Petrucci

Il Giorno, 10 ottobre 2026

Legge Smuraglia: credito d’imposta fino a 520 euro al mese e sgravi contributivi fino al 95% per imprese e cooperative. Domande entro il 31 ottobre. Inclusione sociale e vantaggio economico per il tessuto imprenditoriale possono procedere di pari passo. È questo il principio cardine che da oltre due decenni anima la Legge Smuraglia (legge n. 193/2000), una normativa concepita per promuovere l’inserimento lavorativo delle persone sottoposte a provvedimenti restrittivi della libertà personale. Per le imprese private e le cooperative sociali, l’impiego di lavoratori detenuti o ex detenuti non rappresenta soltanto un contributo fondamentale per l’abbattimento della recidiva penale, ma si traduce in un pacchetto di agevolazioni fiscali e contributive di primissimo piano.

Le tipologie di lavoratori interessati e i requisiti necessari - I benefici previsti dalla normativa si applicano alle aziende e alle cooperative che scelgono di assumere diverse categorie di lavoratori: soggetti detenuti o internati all’interno degli istituti penitenziari, lavoratori ammessi al lavoro esterno ai sensi dell’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario e persone inserite nel regime di semilibertà. Per beneficiare delle agevolazioni, le imprese devono stipulare una specifica convenzione con l’Amministrazione penitenziaria.

Tale accordo disciplina dettagliatamente l’utilizzo dei locali e delle attrezzature aziendali o penitenziarie, l’organizzazione delle attività produttive e gli obblighi reciproci. Sotto il profilo contrattuale, è richiesto un rapporto lavorativo della durata minima di almeno 30 giorni, con l’applicazione di un trattamento economico e normativo non inferiore a quello garantito dai contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl) di categoria.

Il credito d’imposta e i parametri economici - Sul piano strettamente fiscale, la misura riconosce un credito d’imposta proporzionato alla condizione del lavoratore. Per ciascun detenuto o internato assunto all’interno dell’istituto o impiegato in attività esterne ex art. 21, il credito è pari a un massimo di 520 euro mensili, corrispondenti a 6.240 euro su base annua per ogni occupato a tempo pieno. Per i lavoratori ammessi al regime di semilibertà, l’incentivo è fissato fino a 300 euro al mese (3.600 euro l’anno). Nel caso di contratti a tempo parziale, l’importo viene riproporzionato in funzione delle ore effettivamente prestate.

Un aspetto distintivo della norma riguarda la stabilità del beneficio: l’agevolazione fiscale continua a essere riconosciuta anche dopo la conclusione dello stato detentivo, per un periodo compreso tra 18 e 24 mesi a seconda del percorso seguito. Il credito maturato è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24 (indicando il codice tributo “6858”), non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi (Irpef/Ires) né dell’Irap, ed è cumulabile con altri incentivi pubblici nei limiti del 100% del costo reale sostenuto dall’impresa. La misura premia inoltre chi eroga interventi formativi, a condizione che al percorso segua l’assunzione per un periodo pari ad almeno il triplo della durata della formazione.

Sgravi contributivi e modalità operative - Accanto al credito d’imposta, la normativa prevede un abbattimento fino al 95% delle aliquote contributive previdenziali e assistenziali dovute da datore di lavoro e lavoratore. Cumulando lo sgravio Inps al credito d’imposta, l’abbattimento complessivo del costo del lavoro per un dipendente a tempo pieno può superare i 9.000-10.000 euro all’anno, rendendo l’inserimento fortemente sostenibile sul piano finanziario. Per accedere ai benefici fiscali relativi all’anno successivo, le aziende convenzionate devono trasmettere la richiesta di credito d’imposta alla direzione dell’istituto penitenziario entro la scadenza del 31 ottobre.

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) definisce l’ammontare massimo spettante a ciascun richiedente entro il 15 dicembre, trasmettendo l’elenco all’Agenzia delle Entrate per l’inserimento nel cassetto fiscale. Sul versante contributivo, l’inoltro delle domande avviene invece tramite il portale informatico dell’Inps. Sia l’autorizzazione del credito sia l’accoglimento dello sgravio restano comunque subordinati alla disponibilità delle risorse finanziarie annualmente stanziate sul capitolo di spesa.