sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Paolo Viarengo

La Stampa, 24 aprile 2025

“Una designazione che “lascia attoniti”. Anche la Camera penale di Asti prende posizione contro la Garante dei detenuti Stefania Sterpetti, finita nella bufera per una serie di post pubblicati sui social network negli anni passati in cui inneggiava al Duce e auspicava la morte dell’ex terrorista Cesare Battisti. La Camera penale parla di “commenti assolutamente incompatibili con il delicatissimo ruolo che andrà a ricoprire, ovvero di tutelare i diritti dei detenuti tramite un costante monitoraggio delle condizioni di vita inframurarie”.

Nel 2024 sono stati 90 i detenuti che si sono tolti la vita in Italia e nei primi mesi del 2025 siamo già a 28. È sufficiente guardare a questi numeri, secondo l’ente che riunisce gli avvocati astigiani, presieduto da Davide Gatti “per ritenere decisamente inadeguata una persona che, con riferimento allo sciopero della fame annunciato da un detenuto” ne auspicava sostanzialmente la morte.

Le frasi incriminate - “Visto che non c’è la pena di morte, fosse la volta buona che Cesare Battisti si toglie di mezzo da solo”. Questo l’augurio all’ex terrorista che annunciava lo sciopero della fame. E postando una foto di Benito Mussolini “che ha dato agli italiani la sanità gratuita”, il commento con i caratteri in maiuscolo. Per rafforzare il concetto, casomai non fosse chiaro: “Non pensate che sia giunto il momento di fare qualcosa? È vergognoso assistere impassibili alla distruzione del nostro popolo, della nostra cultura. Noi siamo italiani. I migranti sono ciarpame”. Gli amanti di Crozza non avrebbero dubbi, è l’ultimo sfogo isterico di Napalm51. Geniale. Peccato che la comicità non c’entri. Il mittente di questi messaggi è la nuova Garante dei detenuti di Asti Stefania Sterpetti.

La storia - Illustre medico chirurgo in forza all’ospedale cittadino nonché componente della commissione Pari Opportunità della Provincia, è stata eletta nella seduta di martedì dal Consiglio comunale di Asti con 14 voti a favore su 30 consiglieri presenti. Sterpetti, che appena contattata da La Stampa ha fatto sparire i post da Facebook, gioca in attacco senza prendere le distanze da quanto scritto. “Alcuni post personali, estrapolati dal contesto e deformati ad arte, sono stati strumentalizzati a puro scopo politico, in un’operazione di rappresaglia che ormai tristemente caratterizza una certa parte della sinistra”. A supportarla arriva da Roma anche il deputato di Fratelli d’Italia Marcello Coppo: “Dispiace constatare che ci sia ancora chi, a sinistra, ritiene legittimo attaccare persone non per ciò che fanno o per come lavorano, ma per il fatto di non appartenere al loro campo ideologico”.

Il tentativo è di spostare nell’inflazionato calderone della polemica politica affermazioni che, come sottolinea il segretario della Cgil provinciale Luca Quagliotti, “fanno venire la pelle d’oca”. “La nuova garante non ha alcuna esperienza del mondo carcerario - aggiunge Quagliotti - non ha mai svolto attività di volontariato in carcere e, da ciò che posta, sembra più una giustiziera che un garante”. A sollevare il caso nella seduta del consiglio comunale sono i due consiglieri dell’opposizione Vittoria Briccarello (UnitiSiPuò) e Michele Miravalle (Pd). “Esplorando le copiose esternazioni pubbliche via social della neo eletta garante comunale” - attaccano - si leggono anche insulti a rappresentanti politici con termini quali “mongolino” e “demente”. La neo garante dichiara che preferisce “essere considerata razzista” e paragona i migranti a “ciarpame”, rilanciando in modo seriale post di “fake news di stampo razzista”. Il caso, dai confini astigiani si sposta a Roma.

Il caso politico - “Una garante dei detenuti che si augura il loro suicidio rimpiangendo la pena di morte e definisce i migranti “ciarpame” dovrebbe essere immediatamente rimossa dall’incarico - afferma il vicecapogruppo di Avs, alleanza verdi sinistra, alla Camera, Marco Grimaldi - Come è possibile che questa persona sia stata nominata dal Consiglio comunale per un ruolo di delicata attenzione ai diritti umani?”. Dello stesso avviso anche Patrizio Gonnella, presidente nazionale di Antigone, associazione che si batte per la tutela dei diritti di chi ha perso la libertà. “Nei giorni della morte di Papa Francesco, che si è battuto per i diritti delle persone recluse e contro la pena di morte - sottolinea - ad Asti si fa una scelta di partito e si nomina in questo importante ruolo un’attivista di Fratelli d’Italia, senza alcuna esperienza specifica nel monitoraggio delle condizioni di detenzione e che pubblicamente rilascia dichiarazioni che, di fatto, contravvengono al ruolo che le viene assegnato”.

L’altro candidato - In corsa per il posto da Garante nella votazione, segreta, anche Domenico Massano, attivista di Amnesty International e di Effatà, associazione che si occupa del sostegno ai detenuti, che ha ottenuto 12 voti. Due voti a Luca Tomatis, assistente sociale, sostenuto da Giovani Astigiani, lista civica che, come FdI, sostiene il sindaco di Asti, Maurizio Rasero. Due le schede bianche. La sua candidatura era stata portata avanti in Consiglio comunale dal capogruppo di FdI, Federico Cirone, che l’aveva presentata come “una persona di grande valore, con doti di empatia e comunicazione”. Propaganda e comunicazione, ricorda l’Accademia della Crusca, non sono sinonimi.