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di Laura Secci

La Stampa, 26 aprile 2025

Interrogazione del parlamentare Fornaro (Pd). Il centrodestra astigiano reagisce: “Indicata da FdI, non la conoscevamo. Ci siamo fidati”. Si accusa un’apparente vertigine logica nell’osservare il centrodestra che governa Asti. Solo apparente. Il sindaco in corteo intona “Bella Ciao”. E non la mastica a metà come i calciatori con l’Inno di Mameli. Lui, Maurizio Rasero, ha le spalle aperte e lo sguardo fiero di un soldato all’Alzabandiera. Mentre il presidente del consiglio comunale Federico Garrone ricorda che i valori del Papa sono gli stessi, preziosi, del 25 Aprile. Com’è possibile che la stessa giunta pochi giorni fa abbia eletto a garante dei detenuti Stefania Sterpetti, medico in pensione con la passione per post nostalgici in cui inneggia al Duce e augura la morte a Cesare Battisti?

Un voto sulla fiducia - “Ci siamo fidati, dando comunque ai consiglieri libertà di voto - spiega il primo cittadino, mal celando un boccone che gli rallenta la digestione - Un partito della maggioranza ha proposto la candidatura della dottoressa e alcuni consiglieri l’hanno sostenuta. Non tutti”. La nuova garante è stata eletta con 14 voti su 30 del Consiglio comunale.

Dodici hanno avallato la candidatura di Domenico Massano, attivista di Amnesty International (nominativo proposto e votato dal centrosinistra), due Luca Tomatis, sostenuto dal Gruppo Giovani Astigiani. Due schede bianche. Tra i banchi della maggioranza a non essersi allineati sul nome indicato da Fratelli d’Italia sarebbero, secondo indiscrezioni, il presidente del consiglio Federico Garrone, e la consigliera Carlotta Accomasso. “Molti hanno votato non conoscendo in modo approfondito la storia e tantomeno i post sui social- aggiunge Rasero - Io stesso non avevo motivo di sospettare nulla. So che è una persona onesta, il resto l’ho appreso dopo”. Una sorta di apertura di credito verso un partito, più che verso la persona.

L’ordine di scuderia - Che l’ordine di scuderia sia partito da Fratelli d’Italia non è un mistero. Il primo, rimasto anche l’unico, a difendere Sterpetti a spada tratta è l’onorevole e coordinatore comunale di FdI Marcello Coppo che derubricando la questione in “accanimento mediatico e politico della sinistra” difende “una donna che ha sempre rappresentato un esempio di dedizione e sobrietà istituzionale”. Il tentativo di chiuderla qui però non trova sponda nel resto del centrodestra. “Quello che ritengo gravissimo è il post sul Duce. Lunedì affronteremo la questione nella riunione di maggioranza” assicura il sindaco. Una partita che rischia di spaccare la maggioranza. “Se non fa un passo indietro da sola…Del resto l’abbiamo votata noi - spiega il consigliere Renato Berzano - La prossima volta di sicuro faremo più attenzione. Tutti quelli di FdI devono fare un’evoluzione democratica. Siamo una destra moderna e moderata”.

Intanto l’elenco di chi chiede le dimissioni si infoltisce. Dopo la prima denuncia dei consiglieri Vittoria Briccarello (UnitiSiPuò) e Michele Miravalle (Pd), una reazione a catena. Dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia (di cui Sterpetti fa parte), alla Camera penale di Asti che nel dirsi “attonita per la scelta” la boccia come “totalmente inidonea al ruolo”. Richieste al momento disattese. “La dottoressa mi ha chiamato e si è detta disponibile a fare un passo indietro qualora glielo chiedessi” precisa il sindaco.

Senza dimissioni, non resta che aggrapparsi a una visione probabilistica che apre la porta a variabili ignote. “Io, per carattere, non sono portato a condannare nessuno a vita. Sono per dare sempre a tutti una seconda possibilità - conclude Berzano - Magari saprà svolgere al meglio il ruolo che le è stato assegnato”.

Interrogazione parlamentare - La questione si sposta in parlamento con un’ interrogazione di Federico Fornaro (Pd) al ministro della Giustizia. “A causa delle esternazioni pubbliche segnalate dai consiglieri comunali e riportate dai media, appare del tutto evidente l’inadeguatezza del neoeletto garante locale del comune di Asti a svolgere il delicato compito attribuitogli dalla legge in materia di tutela delle persone private della libertà. Chiediamo se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se, a fronte degli stessi, intenda adottare iniziative di competenza, anche di carattere normativo, al fine di definire in maniera più stringente i requisiti per la nomina dei garanti dei diritti dei detenuti in ambito territoriale, allo scopo di evitare situazioni quali quella segnalata”.